4 settembre 2010 1 Commento

Newsletter

Iscriviti a EmpaticaMente.it!
I Feeds RSS nella mail

Balbuzie e canto

cantobalbuzie1 Balbuzie e canto

Non si balbetta nè per timidezza, nè per troppa emotività. Le ragioni sono svariate e complesse ma non sono psicologiche.

Solo fino a pochi anni fa la balbuzie era ancora avvolta da un alone di mistero.
Grazie a complesse tecniche di indagine diagnostica ed esplorativa non invasive (es. PET, risonanza magnetica funzionale, tac etc.), che hanno permesso di indagare zone del nostro corpo prima irraggiungibili, oggi è possibile fornire delle prime risposte a quesiti che lasciavano dubbiosi anche gli operatori del settore.
Tutte le persone che balbettano sanno che durante il canto riescono a modulare la propria voce fluentemente, senza sforzo alcuno, esattamente come accade durante la lettura corale.
Come noto, le zone cerebrali deputate alla produzione del parlato sono posizionate nell’emisfero sinistro del cervello, mentre i risultati delle recenti ricerche (Jeffries, Fritz, Braun – Neuroreport, Brain Imaging, 2003) ci dimostrano che la generazione delle parole durante il canto è associata ad un’attivazione di aree dell’emisfero destro che non corrispondono ad aree omologhe controlaterali; questi risultati suggeriscono che multipli networks neuronali sono coinvolti nel meccanismo della produzione del canto.
La maggiore attivazione dell’emisfero destro ci spiega gli effetti di evocazione della fluenza durante il canto in disordini come l’afasia e la balbuzie e supporta la teoria di una concausa biologica nella genesi e nell’andamento di tale disturbo, spiegandoci perchè cantando  scompaiano i blocchi che restano invece udibili nel parlato comune.
Pur restando necessarie ulteriori conferme, la ricerca continua a rispondere scientificamente agli interrogativi che finora hanno accompagnato la balbuzie, spesso scartando la causa psicologica tra i complessi fenomeni che la contraddistinguono.

Articolo già pubblicato su La balbuzie: qui l’originale.

Il canto, inoltre, migliora gli effetti dei disturbi del parlato siccome stimola direttamente la muscolatura associata alla respirazione, alla fonazione e all’articolazione della parola. L’atto di cantare produce inspirazioni più profonde e veloci, seguite da espirazioni più regolate ed estese e richiede inoltre che il respiro sia più controllato per riuscire a mantenere le note, infatti controllo vocale ed intensità sono più elevati. In aggiunta vi sono studi che dimostrano come l’allenamento al canto aumenti la forza muscolare respiratoria. Durante gli episodi di balbuzie le corde vocali si contraggono forzatamente (laringospasmo) e cantare, mantenendo l’espirazione costante e controllata, le conserva aperte e rilassate, evitando che il sintomo si presenti. Ecco spiegato perchè diversi metodi che perseguono il controllo della balbuzie si avvalgono anche dell’insegnamento di tecniche che, in un modo o nell’altro, mirano a modulare diversamente la respirazione.

Condividi Depositato in Balbuzie

Sull'autore

Francesca Lavino, Counselor Operatore Balbuzie e Operatore di Training Autogeno settore non clinico. Grafologa membro A.G.P. (Associazione Grafologi Professionisti).

Guarda tutti gli articoli di Francesca

Un Commento

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo non sarà pubblicato.