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firma

La firma in grafologia

La firma è il nostro marchio, il nostro logo.

La firma rispetto alla scrittura è più libera, deve sottostare meno ai parametri della leggibilità e può essere arricchita da paraffi, sottolineature… Può diventare nel tempo una sigla, soprattutto per motivi professionali.

Simboleggia sia l’Io più intimo che l’Io sociale, in una sorta di dualità comunicativa e rappresentativa di sè.

Un autografo spontaneo, in rapporto con l’ Io intimo, significa che lo scrivente non differenzia ciò che è da ciò che vuol apparire, mentre colui che lo compone per costruire un personaggio sociale rivela anche le sue motivazioni nella scelta (inconscia) del suo grafismo.

Nel nostro mondo sempre più digitale, dove la scrittura a mano sta lasciando il posto ai font, la firma resta un elemento individuale, non rimpiazzabile ma solo attualizzabile nella sua analisi grafologica (vedi firme nei tablet), sebbene sia impensabile svolgere un’analisi grafologica completa dal solo autografo.

D’altro canto, è sconsigliato anche il contrario: il buon grafologo non effettuerà analisi grafologiche in scritti a cui manca la firma.

Perché è così importante la dinamica testo/firma?

La distanza che intercorre tra i due ci indica il grado d’implicazione dello scrivente nei propri atti e nel proprio giudizio; ovvero, in linea di massima:

  • firma troppo vicino al testo ~ impulsività, mancanza di giudizio obiettivo;
  • firma troppo lontana dal testo ~ estraneità, non coinvolgimento.
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introversione

Introversione all’opera

Le ricerche ci dicono che circa il 70% delle persone che conosciamo sono estroverse, al punto che la nostra società è costruita proprio sulle caratteristiche che le contraddistinguono: dominanza, espansione, socialità, attività.  L’introversione, insieme ad altre qualità spesso sorelle come sensibilità e pacatezza, finisce per essere valutata come una modalità di percepire e relazionarsi col mondo negativa, quasi difettosa. Pensate solo ai luoghi di lavoro come open space, che per un introverso sono un vero tormento, siccome produce al suo meglio in solitudine e concentrazione.

introversione posto di lavoro

Ma cosa sono introversione ed estroversione? Come si modulano nella personalità di ognuno di noi? Fu Jung, nel 1921, con la pubblicazione del suo libro Tipi psicologici, a promuovere questa differenziazione e a renderla parte del nostro linguaggio quotidiano; ad oggi, invece, non tutti gli psicologi concordano nelle caratteristiche che le definiscono, considerando il pensiero junghiano ormai datato e superato.

Senza entrare nello specifico di ogni teoria, possiamo però trovare il filo conduttore che le accomuna: estroversi e introversi variano nella quantità di stimoli esterni di cui necessitano per dare il meglio di sè.

Qui di seguito riporto un breve questionario, a cui rispondere vero/falso per iniziare una collocazione nel proprio spettro di introversione/estroversione.… Continua a leggere...

lettera di gratitudine

La lettera di gratitudine

Con la lettera della gratitudine continuiamo il nostro viaggio alla ricerca della felicità (qui potete trovare il diario della gratitudine, con i relativi files gratuiti da scaricare): semplici esercizi utili a cambiare la nostra prospettiva, a migliorare le nostre relazioni e ad aprirci al mistero positivo.

Una recente ricerca (le fonti sono alla fine dell’articolo) ci illustra come l’esercizio della lettera della gratitudine – altrimenti detto visita della gratitudine – apporti un miglioramento nel nostro umore e nella salute mentale che non si ferma all’istante presente, ma che arriva a coprire un arco temporale fino a 12 settimane. L’aspetto fondamentale che la differenzia dal diario è la sua capacità di creare benessere non solo in chi la scrive, ma – ovviamente – anche nel destinatario, richiedendo non solo una riflessione ma un atto concreto.

Come procedere?

  • Richiamate alla mente una persona che ha fatto qualcosa di veramente importante per voi, qualcuno che ha avuto un peso nella vostra crescita, nel vostro sviluppo personale… Qualcuno che vi è stato accanto in un momento di difficoltà, che vi ha aiutato, che vi ha influenzato, qualcuno a cui non avete mai espresso la vostra gratitudine più profonda. Ognuno di noi ha più persone che hanno lasciato un segno positivo del loro passaggio nella nostra vita.
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I benefici della scrittura

Potrebbe sembrare che nell’era della tecnica l’amore per la scrittura a mano riveli un gusto retrò da “dinosauri digitali”, invece una serie di studi scientifici ci dimostrano come sia una pratica salutare, per il benessere, l’apprendimento, la creatività, l’associazione di idee, il pensiero critico e la comprensione di concetti astratti.

Attraverso risonanze magnetiche funzionali, effettuate su  volontari durante una serie di compiti differenti riguardanti la parola scritta a mano, si è potuto dimostrare che:

  1. Nei bambini velocizza l’apprendimento della lettura.

  2. Contribuisce a una maggior comprensione dei concetti astratti.

  3. Il cervello lavora più in profondità.

  4. Migliora la memoria sia a breve che lungo termine.

  5. Aiuta a focalizzarsi e diminuisce la distrazione.

  6. Stimola la creatività e l’associazione di idee.

  7. E’ un buon esercizio cognitivo per rallentare i processi di invecchiamento cerebrale.

  8. Rilassa come la meditazione, obbligando a fermarsi e concentrarsi maggiormente sul momento presente.

    Sostituire l’abitudine della scrittura a mano, utilizzando soltanto computer e tablet, è certamente più veloce, permette la condivisione ed una migliore organizzazione dei materiali… Ma se utilizzato in maniera esclusiva o preponderante, soprattutto in età scolare,  si rivela un limite ed una perdita di capacità e di potenzialità.

    Quasi come potare le connessioni cerebrali, anzichè adoperarsi per crearne di nuove.

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giornale della gratitudine

Diario della Gratitudine

Scarica gratis il Giornale della Gratitudine!

In passato avevo scritto delle riflessioni sulla gratitudine, sarebbe utile tornare indietro per capirne il costrutto. Non si tratta, infatti, di pensiero positivo tout court ma di un atteggiamento esistenziale che ha ricadute sul nostro benessere, sulle nostre relazioni e sul nostro modo di concepire la Vita.

Come scrivevo nell'articolo precedente, uno dei modi per allenarsi alla gratitudine (precursore della felicità...) è quello di tenere un diario, elencando con costanza le ragioni per essere grati. Onde evitare un adattamento edonico all'esercizio di gratitudine, scrivete il vostro giornale 3 volte a settimana e non quotidianamente. 

Per poterci lavorare meglio ho preparato dei files da stampare fronte/retro, sia in formato A4 da inserire in un quadernone ad anelli, che in formato A5 per poterli usare nella mia agenda, che è sempre con me.

Desidero condividere con chi mi legge questo piccolo gadget... 😉 Fatemi sapere nei commenti come vi siete trovati, eventualmente possiamo migliorarlo insieme.

Il giornale della gratitudine si sviluppa in 14 volte, ma si può continuare per quanto tempo volete.

Troverete i seguenti spunti:

  • lo spazio per scrivere 5 motivi per cui siete grati.
  • uno spazio per il Momento presente: riempitelo con le vostre osservazioni, con un disegno, una mappa mentale, un'immagine ritagliata, una fotografia.
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Video grafologici

Due brevi cortometraggi sulla grafologia.

Qui di seguito un “corto” che racconta in maniera divertente come il grafologo non legga il testo scritto, ma come il suo occhio, per “deformazione professionale”, venga automaticamente attirato dalla gestione dello spazio, dalla spontaneità del gesto, dal tratto, dalla pressione esercitata sul foglio.

Il video ha vinto il Premio Corto Lazio 2002, ed è parte della Campagna per il diritto di scrivere a mano.

Il video-documento successivo illustra invece la possibile collaborazione tra grafologia e psicologia, nel seguire la formazione, lo sviluppo nonché il percorso terapeutico di stati nevrotici. Il cortometraggio è stato selezionato al festival del Cortometraggio: “I corti sul lettino, cinema e psicoanalisi”.

La grafologa è Angela Mele, presidente del Ce. S. Graf. – centro studi grafologici di Roma, scuola afferente all’ A.G.P.

Re(l)azioni emotive

A volte quasi ci  innamoriamo di una persona che possiede tratti della personalità di cui crediamo di esser privi, ne restiamo affascinati, attratti. Come sedotti. Altre volte percorriamo la strada opposta: la critichiamo costantemente, la rifiutiamo come persona, sebbene ad un occhio esterno non abbia nulla che non va. Due modalità opposte che contengono in sé la medesima caratteristica, la forza delle emozioni: esaltazione o repulsione. Può anche accadere che ci si trovi ad oscillare tra i due poli, come a salire e scendere dalle montagne russe. Fermiamoci un attimo a riflettere su come gestiamo le relazioni.

  • Non esistono punti in comune di comunicazione, ci caratterizzano interessi diversi e diversi modi di relazionarci (introversione ed estroversione, ad esempio). Soluzione = lavoriamo sulla nostra attitudine al giudizio, lasciando l’altro libero di esprimere se stesso, come meglio crede e sente; non ci possono piacere tutti e noi non possiamo piacere a tutti. Se invece compie atti che ci infastidiscono, (verso noi o qualcun altro) comunichiamoglielo senza aggressività e senza sanzionare la persona, ma in maniera assertiva; poniamo l’attenzione sul suo comportamento e a come ci ha fatto sentire, argomentando le nostre emozioni e proponendo i cambiamenti che desideriamo. Se lo umiliamo giudicandolo otterremo solo un’incomprensione o una sonora litigata.
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