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firme grafologia

La firma in grafologia

La firma è il nostro marchio, il nostro logo. Rispetto alla scrittura è più libera, deve sottostare meno ai parametri della leggibilità e può essere arricchita da paraffi, sottolineature… Può diventare nel tempo una sigla, soprattutto per motivi professionali. Simboleggia sia l’ Io più intimo che l’Io sociale, in una sorta di dualità comunicativa e rappresentativa di sè. Un autografo spontaneo, in rapporto con l’ Io intimo, significa che lo scrivente non differenzia ciò che è da ciò che vuol apparire, mentre colui che lo compone per costruire un personaggio sociale rivela anche le sue motivazioni nella scelta (inconscia) del suo grafismo. Nel nostro mondo sempre più digitale, dove la scrittura a mano sta lasciando il posto ai font, la firma resta un elemento individuale, non rimpiazzabile ma solo attualizzabile nella sua analisi grafologica (vedi firme nei tablet), sebbene sia impensabile svolgere un’analisi grafologica completa dal solo autografo.

D’altro canto, è sconsigliato anche il contrario: il buon grafologo non effettuerà analisi grafologiche in scritti a cui manca la firma.

Perché è così importante la dinamica testo/firma?

La distanza che intercorre tra i due ci indica il grado d’implicazione dello scrivente nei propri atti e nel proprio giudizio; ovvero, in linea di massima: firma troppo vicino al testo ~ impulsività, mancanza di giudizio obiettivo; firma troppo lontana dal testo ~ estraneità, non coinvolgimento.

Altri esempi: l’ omogeneità tra testo e firma rivela spontaneità, autenticità, naturalezza; se più piccola, mancanza di fiducia in sè, modestia, timori nell’assumersi responsabilità; se più grande, amor proprio, desiderio di affermazione sociale; se molto più grande, presunzione, ambizione esagerata, ipercompensazione di un senso d’inferiorità. Quando è molto diversa dal testo non necessariamente indica un nascondimento, ma può essere segno di creatività, un dar voce alle aspirazioni più intime senza togliere autenticità. Altre volte può essere invece segnale di un conflitto tra l’ Io sociale e quello più intimo, tra le aspirazioni e la realtà.

La firma inoltre può essere sottolineata, sbarrata, avvolta da un paraffo, con maiuscole grandi, o tutta in minuscolo. Può essere semplificata, filiforme, ascendente o discendente rispetto al testo, e così via…

Per ogni scelta grafica esiste una diversa interpretazione, correlata al testo, al contesto ed allo spazio grafico occupato nel foglio (sinistra, centrale, destra).

La firma parla di noi, ci presenta al mondo con le nostre motivazioni più intime; può avvalorare o contraddire. Di sicuro, non mente.

lettera di gratitudine

La lettera di gratitudine

Con la lettera della gratitudine continuiamo il nostro viaggio alla ricerca della felicità (qui potete trovare il diario della gratitudine, con i relativi files gratuiti da scaricare): semplici esercizi utili a cambiare la nostra prospettiva, a migliorare le nostre relazioni e ad aprirci al mistero positivo.

Una recente ricerca (le fonti sono alla fine dell’articolo) ci illustra come l’esercizio della lettera della gratitudine – altrimenti detto visita della gratitudine – apporti un miglioramento nel nostro umore e nella salute mentale che non si ferma all’istante presente, ma che arriva a coprire un arco temporale fino a 12 settimane. L’aspetto fondamentale che la differenzia dal diario è la sua capacità di creare benessere non solo in chi la scrive, ma – ovviamente – anche nel destinatario, richiedendo non solo una riflessione ma un atto concreto.

Come procedere?

  • Richiamate alla mente una persona che ha fatto qualcosa di veramente importante per voi, qualcuno che ha avuto un peso nella vostra crescita, nel vostro sviluppo personale… Qualcuno che vi è stato accanto in un momento di difficoltà, che vi ha aiutato, che vi ha influenzato, qualcuno a cui non avete mai espresso la vostra gratitudine più profonda. Ognuno di noi ha più persone che hanno lasciato un segno positivo del loro passaggio nella nostra vita.
  • Possibilmente il vostro destinatario dovrebbe essere ancora in vita, in modo da poterlo incontrare a breve… Altrimenti potete scrivere la lettera comunque, l’ effetto sarà minore ma sempre significativo, anche se purtroppo non la potrete condividere.
  • Ora scrivete una lettera – a mano, non una email – di almeno una pagina; rivolgetevi direttamente alla persona (Caro/a…), spiegate chiaramente i fatti per cui gli siete grati, descrivete come il suo comportamento ha avuto un impatto nella vostra esistenza; raccontate come procede adesso la vostra vita e quanto spesso lo ricordate. Esprimete i vostri sentimenti senza censure, saprete certamente trovare le parole più adatte lasciandovi andare alle emozioni.
  • Per ultimo pianificate un incontro, prendendo un appuntamento e informando che avete qualcosa di importante da condividere, senza farvi convincere ad anticipare l’argomento della visita. Durante l’incontro avvertite il vostro interlocutore che volete esprimergli la vostra gratitudine leggendogli una lettera e pregatelo di non interrompervi fino al termine della lettura.

Dopo averla letta siate ricettivi alle sue reazioni, ponetevi un una modalità di ascolto attivo e prestate attenzione alle vostre reciproche reazioni e discutetele insieme. Alla fine dell’incontro ricordate di lasciargli la vostra lettera… Potrà rileggerla e serbarla tra le cose più care.

P.S. Se non è possibile organizzare l’incontro potete effettuare una chiamata telefonica, meglio ancora una video chiamata con Skype.

Come sempre, se desiderate condividere nei commenti come è andata può essere utile a tutti!

Gratitudine è una parola che abbraccia numerose realtà del mondo: meravigliarsi, apprezzare la vita, vedere il lato positivo delle cose, prendere consapevolezza di tutto ciò che si ha a disposizione, ringraziare qualcuno, rendere grazie a Dio, ritenersi felici di ciò che si ha. E’ assaporare il gusto delle cose, non dare niente per scontato, fare insieme, godere del presente.

– Sonja Lyubomirsky


Qui un video dell’esperimento, che vi farà assaggiare la potenza delle emozioni che andremo ad elicitare, in noi e negli altri…

Fonti

1.

Seligman ME1, Steen TA, Park N, Peterson C. Positive psychology progress: empirical validation of interventions. Am Psychol. 2005 Jul-Aug;60(5):410-21. PMID: 16045394. [PubMed] [Read by QxMD]

2.

Wong YJ1, Owen J2, Gabana NT1, Brown JW3, Mcinnis S4, Toth P5, Gilman L1. Does gratitude writing improve the mental health of psychotherapy clients? Evidence from a randomized controlled trial. Psychother Res. 2016 May 3:1-11. PMID: 27139595. [PubMed] [Read by QxMD]

3.

Kini P1, Wong J1, McInnis S1, Gabana N1, Brown JW2. The effects of gratitude expression on neural activity. Neuroimage. 2016 Mar;128:1-10. PMID: 26746580. [PubMed] [Read by QxMD]

I benefici della scrittura

Potrebbe sembrare che nell’era della tecnica l’amore per la scrittura a mano riveli un gusto retrò da “dinosauri digitali”, invece una serie di studi scientifici ci dimostrano come sia una pratica salutare, per il benessere, l’apprendimento, la creatività, l’associazione di idee, il pensiero critico e la comprensione di concetti astratti. Attraverso risonanze magnetiche funzionali, effettuate su  volontari durante una serie di compiti differenti riguardanti la parola scritta a mano, si è potuto dimostrare che:

  1. Scrivere a mano: nei bambini velocizza l’apprendimento della lettura.

  2. Scrivere a mano: contribuisce a una maggior comprensione dei concetti astratti.

  3. Scrivere a mano: il cervello lavora più in profondità.

  4. Scrivere a mano: migliora la memoria sia a breve che lungo termine.

  5. Scrivere a mano: aiuta a focalizzarsi e diminuisce la distrazione.

  6. Scrivere a mano: stimola la creatività e l’associazione di idee.

  7. Scrivere a mano: è un buon esercizio cognitivo per rallentare i processi di invecchiamento cerebrale.

  8. Scrivere a mano: rilassa come la meditazione, obbligando a fermarsi e concentrarsi maggiormente sul momento presente.

    Sostituire l’abitudine a scrivere, utilizzando soltanto computer e tablet, è certamente più veloce, permette la condivisione ed una migliore organizzazione dei materiali… Ma se utilizzato in maniera esclusiva o preponderante, soprattutto in età scolare,  si rivela un limite ed una perdita di capacità e di potenzialità.

 

The Benefits of Handwriting vs Typing - Infographic

Qui sotto alcuni articoli scientifici:

Fonti

1.

Mueller PA1, Oppenheimer DM2. The pen is mightier than the keyboard: advantages of longhand over laptop note taking. Psychol Sci. 2014 Jun;25(6):1159-68. PMID: 24760141. [PubMed] [Read by QxMD]

2.

Kiefer M1, Schuler S2, Mayer C2, Trumpp NM2, Hille K2, Sachse S2. Handwriting or Typewriting? The Influence of Pen- or Keyboard-Based Writing Training on Reading and Writing Performance in Preschool Children. Adv Cogn Psychol. 2015 Dec 31;11(4):136-46. PMID: 26770286. [PubMed] [Read by QxMD]

giornale della gratitudine

Diario della Gratitudine

Scarica gratis il Giornale della Gratitudine!

In passato avevo scritto delle riflessioni sulla gratitudine, sarebbe utile tornare indietro per capirne il costrutto. Non si tratta, infatti, di pensiero positivo tout court ma di un atteggiamento esistenziale che ha ricadute sul nostro benessere, sulle nostre relazioni e sul nostro modo di concepire la Vita.

Come scrivevo nell'articolo precedente, uno dei modi per allenarsi alla gratitudine (precursore della felicità...) è quello di tenere un diario, elencando con costanza le ragioni per essere grati. Onde evitare un adattamento edonico all'esercizio di gratitudine, scrivete il vostro giornale 3 volte a settimana e non quotidianamente. 

Per poterci lavorare meglio ho preparato dei files da stampare fronte/retro, sia in formato A4 da inserire in un quadernone ad anelli, che in formato A5 per poterli usare nella mia agenda, che è sempre con me.

Desidero condividere con chi mi legge questo piccolo gadget... 😉 Fatemi sapere nei commenti come vi siete trovati, eventualmente possiamo migliorarlo insieme.

Il giornale della gratitudine si sviluppa in 14 volte, ma si può continuare per quanto tempo volete.

Troverete i seguenti spunti:

  • lo spazio per scrivere 5 motivi per cui siete grati.
  • uno spazio per il Momento presente: riempitelo con le vostre osservazioni, con un disegno, una mappa mentale, un'immagine ritagliata, una fotografia. Dopo aver occupato lo spazio vuoto con la vostra creatività, fermatevi; osservatelo, entrateci dentro. Datevi tempo per introiettarlo, questo grato momento presente.
  • Esiste anche lo spazio per la vostra firma... E' un pò come sottoscrivere un contratto di gratitudine con voi stessi.

A giorni alterni invece dello spazio per il momento presente troverete un campo da riempire con il valore del giorno.

Eh già... Quante volte ci prendiamo il tempo per meditare sui nostri valori? Sulle nostre motivazioni più profonde?

Successivamente troverete due box da compilare illustrando i pensieri sabotanti che ci impediscono di percepire il bello che c'è intorno, quelli che ci bloccano, i doverismi, il senso di inadeguatezza... Ma accanto inseriamo delle controstrategie per metterli a tacere. Diamoci il permesso di reagire a noi stessi!

Per me il momento migliore per approcciare il Giornale della Gratitudine è la sera, quando i miei figli sono già a letto, quando il silenzio diventa padrone della casa.

Alla fine di ogni settimana, potete aggiungere un ulteriore passo: incontrare o in alternativa chiamare telefonicamente una persona che avete nominato nel vostro scritto; inviatele una email, un messaggio su facebook. E ringraziatela. Gli studi sulla psicologia positiva affermano che l'effetto sul benessere e sulle relazioni è maggiore se espresso attivamente.

Prima di procedere a scaricare i files prendete un pochino di tempo per voi e guardate questi due Ted-talk sulla gratitudine, che mi sono serviti da ispirazione nel compilare il diario:

  • Il primo è di David Steindl-Rast, un monaco benedettino
  • il secondo è di Louie Schwartzberg, un fotografo

Buona visione!

Se vi va, dopo aver scaricato i files, mettete un like all'articolo oppure condividetelo con i vostri amici...

Oppure iscrivetevi alla newsletter, anche se ne mando davvero poche!

Vi invierò altro materiale gratuito e, di tanto in tanto, qualche post o altre novità tutte in fieri.

Aggiornamento: vi allego una ricerca pubblicata fresca fresca (6 marzo 2017) sul potere della gratitudine e sul suo utilizzo:

Feeling Thanks and Saying Thanks: A Randomized Controlled Trial Examining If and How Socially Oriented Gratitude Journals Work.

Benessere e scrittura

Giornale della Gratitudine A4

Benessere e scrittura

Giornale della Gratitudine A5

Video grafologici

Due brevi cortometraggi sulla grafologia.

Qui di seguito un “corto” che racconta in maniera divertente come il grafologo non legga il testo scritto, ma come il suo occhio, per “deformazione professionale”, venga automaticamente attirato dalla gestione dello spazio, dalla spontaneità del gesto, dal tratto, dalla pressione esercitata sul foglio.

Il video ha vinto il Premio Corto Lazio 2002, ed è parte della Campagna per il diritto di scrivere a mano.

Il video-documento successivo illustra invece la possibile collaborazione tra grafologia e psicologia, nel seguire la formazione, lo sviluppo nonché il percorso terapeutico di stati nevrotici. Il cortometraggio è stato selezionato al festival del Cortometraggio: “I corti sul lettino, cinema e psicoanalisi”.

La grafologa è Angela Mele, presidente del Ce. S. Graf. – centro studi grafologici di Roma, scuola afferente all’ A.G.P.

senza parole

Prevenzione del suicidio

Il 10 Settembre ricorre la Giornata di prevenzione del Suicidio. Prevenire è anche stare accanto ai sopravvissuti, a coloro che hanno perso un caro, un amico, una persona importante. Prevenire è anche comprendere, sentire, dare un nome alle emozioni che sopraffanno.

Vi allego il seguente comunicato stampa, l’evento si terrà a Milano, presso la Libreria Claudiana, Via Francesco Sforza 12/a

Sabato 10 settembre 2016 ore 18
Senza parole

PER UN 10 SETTEMBRE DIVERSO 

Dal 2003 il mondo dedica il 10 settembre di ogni anno alla prevenzione del suicidio. Le iniziative di sensibilizzazione e confronto fra specialisti e persone toccate da vicino da questo genere di accadimenti sono ormai numerose.
Noi abbiamo pensato di partire dall’inizio: da ciò che accade in chi apprende di un suicidio oppure vi assiste.
SENZA PAROLE:
questa è la prima reazione che spesso segue un suicidio: si genera una grande bolla vuota in cui il sentire rallenta e resta sospeso. Eppure di parole si affolla la mente di chi rimane, di chi deve raccontare l’accaduto, per mestiere o per informare le persone che devono sapere. Di parole sono fatti i ricordi, i rimorsi e i rimpianti, le spiegazioni e le giustificazioni… le chiacchiere… I facili giudizi e i difficili ragionamenti, inumiditi di lacrime, goffi e insufficienti.
Abbiamo scelto alcune parole per costruire un sentiero di riflessione sul suicidio. Perché “prevenire” il suicidio, proprio e altrui, vuol dire sostare presso quell’idea e osservarla. Riflettere. Lasciare spazio alla paura e, a volte, al potere seduttivo che la morte può esercitare con le sue promesse. Ricordare quanto un atto irreversibile sia per sua natura troppo rischioso a fronte di sofferenze potenzialmente reversibili, per quanto laceranti.
Ci aiuteranno, ciascuno con frammenti della propria storia Sylvia, Cesare, Antonia, David, Vincent, Virginia, Guido…
E ci aiuteremo tutti noi. Insieme.

Organizzazione a cura di Carla Chinnici insieme a Gruppi AMA lutto Milano, Monza e Brianza.
Conduce Enrico Cazzaniga
Voce narrante: Roberta Invernizzi

Ingresso libero
Per informazioni: 393 1593490

Re(l)azioni emotive

A volte quasi ci  innamoriamo di una persona che possiede tratti della personalità di cui crediamo di esser privi, ne restiamo affascinati, attratti. Come sedotti. Altre volte percorriamo la strada opposta: la critichiamo costantemente, la rifiutiamo come persona, sebbene ad un occhio esterno non abbia nulla che non va. Due modalità opposte che contengono in sé la medesima caratteristica, la forza delle emozioni: esaltazione o repulsione. Può anche accadere che ci si trovi ad oscillare tra i due poli, come a salire e scendere dalle montagne russe. Fermiamoci un attimo a riflettere su come gestiamo le relazioni.

  • Non esistono punti in comune di comunicazione, ci caratterizzano interessi diversi e diversi modi di relazionarci (introversione ed estroversione, ad esempio). Soluzione = lavoriamo sulla nostra attitudine al giudizio, lasciando l’altro libero di esprimere se stesso, come meglio crede e sente; non ci possono piacere tutti e noi non possiamo piacere a tutti. Se invece compie atti che ci infastidiscono, (verso noi o qualcun altro) comunichiamoglielo senza aggressività e senza sanzionare la persona, ma in maniera assertiva; poniamo l’attenzione sul suo comportamento e a come ci ha fatto sentire, argomentando le nostre emozioni e proponendo i cambiamenti che desideriamo. Se lo umiliamo giudicandolo otterremo solo un’incomprensione o una sonora litigata. Qualora ci ponessimo nel modo migliore nella dinamica è fondamentale che l’interlocutore sappia accettare le critiche; qualora la critica non sia ritenuta giusta è necessario difendere assertivamente le proprie posizioni, senza sentirsi offesi o feriti nell’orgoglio ma restando oggettivi e staccati. Altrimenti imparare ad usare la “parolina magica”… ed ammettere il proprio errore (che è sempre un sano esercizio di umiltà), oppure domandare aiuto e cercare di risolvere la situazione collaborando, attuando una sorta di compromesso che soddisfi entrambe le parti.
  • A volte ha invece un suo ruolo la proiezione: proiettiamo sull’altro ciò che di noi non tolleriamo, si tratta di un meccanismo inconscio. Facciamo attenzione quando qualcuno “ci sta antipatico”, spesso nell’altro ci infastidisce proprio ciò che più ci appartiene ma non vogliamo consapevolmente ammetterlo, pertanto lo rimuoviamo.
  • Esaltiamo l’altro, lo idealizziamo. Troppo. Arrivando a pensare “se mi considera valgo anch’io”, quasi non fosse un individuo, ma uno specchio riflettente  la nostra autostima. Si sentirà soffocare, si allontanerà e in noi potrebbe emergere una sorta di incontrollabile aggressività per l’abbandono che in realtà abbiamo contribuito a creare. Soluzione = lavoriamo sulla nostra autostima. Siamo così sicuri che le caratteristiche del nostro modello non ci appartengano? Siamo sicuri che non siano delle parti del nostro sé che per svariate ragioni sono state represse nel nostro percorso di crescita? Parti che attendono solo una rinascita? Più il nostro sè è rinnegato più sarà forte la nostra reazione emozionale all’altro. Se invece così non fosse lavoriamo sui nostri limiti, tutti ne abbiamo. Non siamo tuttologi ed accettarci ed amarci per come siamo è il miglior regalo che possiamo fare a noi stessi e alle nostre relazioni. Riflettiamo: quali sono i nostri punti di forza, lo sappiamo?
  • Proviamo invidia: la dinamica dell’invidia prevede la distruzione dell’oggetto, “non posso/riesco ad essere come lui” allora lo denigro, declamo come non valga nulla e lo critico costantemente. E così facendo torno in pace con me stesso. Soluzione = trasformare l’invidia in sana competizione. E’ la nostra ombra che parla, la strada è portarla alla luce, darle aria, farla respirare. Nulla di male ad emulare il prossimo nelle sue caratteristiche positive, integrandole nella nostra personalità in maniera creativa, senza perdere di vista il nostro vero sé. Perché dobbiamo ricordarci sempre che siamo unici al mondo ed è la differenza che costituisce la più gran ricchezza.

Il filo conduttore che lega la risoluzione di tali dinamiche nelle relazioni è la consapevolezza e focalizzarci su noi stessi anziché sull’altro.

Compiere un lavoro su di sé, che ci renda consci delle nostre emozioni e congruenti ad esse, è la strada maestra per comprendere empaticamente l’altro e le nostre reazioni alle persone che man mano incontriamo nel cammino della vita.

lettera di gratitudine

La lettera di gratitudine

Con la lettera della gratitudine continuiamo il nostro viaggio alla ricerca della felicità (qui potete trovare il diario …

I benefici della scrittura

Potrebbe sembrare che nell’era della tecnica l’amore per la scrittura a mano riveli un gusto retrò da “dinosauri …

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