Categoria: Balbuzie

Chi e’ coinvolto nel bullismo ?

prendere in giro balbuzie

In prima istanza può sembrare che il bullismo coinvolga solo due persone : il bullo e la sua vittima. Può anche sembrare che il bullismo accada nel privato, lontano dagli occhi di potenziali soccorritori. In realtà questo di solito è ben lontano dall’essere vero. Coloroso, nel suo libro, The Bully, the Bullied , and the Bystander (2003), sottolinea che gli episodi di bullismo coinvolgono almeno tre elementi, ognuno dei quali gioca uno specifico ruolo.

Il bullo
Il bullismo si caratterizza per essere di diverse forme e misure e per venire espresso nei modi e nelle circostanze più svariate. Uno stereotipo diffuso descrive i bulli come “tipi duri” che sopraffanno bambini più piccoli e deboli. In realtà ci sono molte caratteristiche che accomunano i bambini che manifestano comportamenti da bullo e certamente non vertono sul versante sopra menzionato in modo così semplicistico.
• Innanzitutto tendono ad avere una bassa autostima ed a soffrire di sentimenti di inadeguatezza.
• Spesso possiedono scarse competenze sociali e mancano di empatia e comprensione per i sentimenti altrui.
• Un tratto consueto che li unisce è il commettere atti di prepotenza verso gli altri per aiutare loro stessi a sentirsi maggiormente potenti.
Infatti si alimentano di altre persone che hanno caratteristiche uniche o diverse per nutrire la propria autostima ed avere la possibilità di focalizzarsi su qualcuno fuori da sè.

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La balbuzie, questa sconosciuta: incidenza, definizione e trattamento.

Informazioni sulla balbuzie

La balbuzie si manifesta all’incirca nell’ 1 % della popolazione adulta, in ogni cultura e società.
Si tratta di un disordine del ritmo della parola nel quale l’individuo sa ciò che vorrebbe dire, ma nel contempo non riesce a farlo a causa di involontari arresti, ripetizioni e blocchi nel flusso aereo.
Le forme prevalenti sono due : clonica e tonica.
La forma clonica – in inglese stuttering – si caratterizza per ripetizioni di fonemi, di sillabe o di intere parole e qualsiasi vocabolo può causare il disturbo. Spesso il balbuziente palesa una certa dose di logofobia, che potremmo definire come la convinzione, in parte errata, che esistano gruppi di fonemi più difficili di altri da pronunciare. Per evitare le parole ritenute problematiche e le situazioni spinose chi balbetta mette in atto le più complesse tattiche: elusione dello sguardo, evitamento della risposta nel dialogo, circonlocuzioni, sostituzioni di parole, etc
Nella forma tonica – stammering – si avvertono invece dei blocchi che impediscono al soggetto addirittura l’inizio della parola o ne interrompono coercitivamente il flusso. Di sovente il disagio può causare tensione generalizzata del corpo, spingendo nel tempo chi ne soffre ad avvalersi di una serie infinita di strategie per vincere l’impasse: sincinesie corporee, ammiccamenti, tics, movimenti degli arti come battere un piede, tamburellare con le dita fino a spasmodici moti del volto.… Continua a leggere...
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