Categoria: Counseling

Allenare il talento

E’ con vero piacere che condivido una breve recensione su un ebook di autoaiuto con tema il talento: “Esprimi il tuo Talento. Il Talent Coaching per la vita, per l’arte, per l’uomo”. L’autrice Natascia Pane è una Literary Manager e  Talent Coach, qui al link la sua biografia, già stimolante di per sè. Non a caso l’autrice ha oculatamente identificato il formato digitale per poter raggiungere il più alto numero di persone possibile, usufruendo così dei nuovi media e della loro viralità. Scelta quanto mai opportuna in momenti difficili come gli attuali, per rammentare a tutti di essere i veri artefici del proprio destino, di possedere un talento che va solo allenato e diventare così i concreti realizzatori dei propri sogni. Chi non ne ha uno, nascosto in qualche recesso della memoria? L’autrice definisce infatti il talento come “l’espressione realizzata di ciò che siamo” e lo considera “una scelta frutto di esercizio, costanza e scommessa su noi stessi”. Nel manuale potrete trovare una serie di esercizi pratici per riscoprire il vostro e mettervi in gioco fin da subito; esercizi da svolgere quotidianamente e che necessitano di semplici materiali, reperibili ovunque: matite colorate, carta e penna, uno specchio, una macchina fotografica, un gomitolo di lana.… Continua a leggere...

aquilone

Liberare i segreti

Sostenere di non avere segreti per nessuno equivale a dire che non si mente mai. Ognuno di noi ne possiede, grandi o piccoli che siano. I segreti regolano la distanza emotiva nelle nostre relazioni, non diciamo tutto a tutti. I segreti servono a non scalfire l’immagine sociale. I segreti esistono per non far del male inutile agli altri. E così via… Potrei scrivere un elenco infinito di motivazioni che ci spingono a non aprire quel piccolo scrigno segreto che ognuno di noi custodisce da qualche parte.
Questo vale quando i segreti sono innocui, o ci fanno sorridere.
Ma quando i segreti ci nuocciono? Quando diventano un peso insopportabile? Quando invece di proteggere minano le relazioni con i non detti? Quando temiamo che una volta rivelati ci rovinino per sempre? Quando si trasformano in una trasmissione generazionale all’interno della famiglia, una sorta di congiura del silenzio? Argomenti intoccabili, tabù?
Col passare del tempo si fanno inevitabilmente  più difficili da gestire e finiscono per occupare uno spazio interiore troppo grande, alterando la nostra autenticità, creando ansia, timore del giudizio, senso di inadeguatezza, convinzione di non poter essere compresi o creduti. Da nessuno.
Bene, non è vero. Non è vero.
Quanto sarebbe liberatorio esprimerli, allora?… Continua a leggere...

Training Autogeno e rilassamento

Io penso che, come un giardiniere che ripulisce dagli intralci il giardino, sia possibile rimuovere gli ostacoli che impediscono il vero sviluppo individuale. “Schultz I.H.”

Training Autogeno Il Training autogeno è una tecnica di rilassamento ideata nella prima metà del secolo da J.H. Schultz, neurologo e dermatologo,  che prende l’avvio dai suoi studi in medicina psicosomatica e ipnosi. In quest’ambito notò come i suoi assistiti sperimentassero sensazioni di pesantezza e calore dopo le sedute, unitamente a sensazioni di rilassamento. L’ipnosi si basa infatti sulla “commutazione fondamentale” che viene prodotta sia a livello psichico che somatico e Schultz perfezionò una metodologia capace di ottenere il medesimo effetto in modo autoindotto senza l’ausilio del terapeuta al fine di “trasmettere al partecipante migliore contatto col proprio sistema nervoso vegetativo, quindi con il controllo delle energie, dalla fase di strutturazione alla fase di utilizzo delle stesse e viceversa, e di renderlo in ciò più concentrato, disteso, e anche più creativo e produttivo.” (Wallnofer, 2008)

Training autogeno significa “allenamento” che si genera (greco=genos) “da sé” (greco=autos) e consta nell’ allenarsi, almeno tre volte al giorno, nell’esecuzione di sei esercizi di base che si consiglia siano insegnati da un conduttore che abbia adeguata formazione e che abbia sperimentato il TA su di sè.… Continua a leggere...

Dove vai? A scuola di empatia

Daniel Goleman ci parla di Intelligenza emotiva sin dagli anni ’90, ovvero di un modo alternativo di essere intelligenti, utile alla vita pratica, dove il quoziente intellettivo in senso stretto e gli studi effettuati contano relativamente, perchè il successo nella vita dipende da altro.

Ad oggi le aziende più innovative non ricercano soltanto il curriculum perfetto, con chiarezza espositiva, corsi universitari ed esperienze professionali presentate con efficienza. Il candidato durante il colloquio è spesso chiamato a  dimostrare doti di flessibilità, adattabilità, creatività, capacità di gestione delle relazioni e abilità sociali per cooperare e lavorare in team.

Ambiti come la vendita o la dirigenza richiedono doti empatiche non meno di professioni orientate all’aiuto e all’insegnamento e la “sordità emotiva” rischia di far pagare caro il suo scotto, non soltanto nella vita privata e amicale.
Quali sono, secondo Goleman, le competenze emotive e sociali che ognuno di noi è pertanto chiamato a far proprie?

  1. Consapevolezza di sé: conoscere in ogni particolare momento i propri sentimenti e le proprie preferenze e usare questa conoscenza per guidare i processi decisionali; avere una valutazione realistica delle proprie abilità e una ben fondata fiducia in se stessi.
  2. Dominio di sé: gestire le proprie emozioni così che esse – invece di interferire con il compito in corso – lo facilitino; essere coscienziosi e capaci di posporre le gratificazioni per perseguire i propri obiettivi; sapersi riprendere bene dalla sofferenza emotiva.
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balbuziente cantare

Training autogeno e ricerca

Il Training autogeno di J.H. Schultz è una tecnica di rilassamento conosciuta tra la gente comune per essere particolarmente utile in caso di ansia e disturbi psicosomatici, mentre può essere utilizzata in svariati ambiti, anche non patologici:

  • Nello sport per migliorare sia concentrazione che performance
  • In azienda, per prevenire burn-out e stress ottimizzando la produttività
  • Da qualsiasi individuo sano a scopo preventivo e/o  crescita personale.

Training autogeno significa “allenamento” che si genera (greco=genos) “da sé” (greco=autos)

Il training consta nell’ allenarsi, inizialmente tre volte al giorno, nell’esecuzione dei sei esercizi di base (pesantezza, calore, cuore, respiro, plesso solare e fronte fresca) con la guida di un conduttore che abbia adeguata formazione: esistono molti manuali “fai da te” in commercio, ma essere accompagnati nell’apprendimento della tecnica evita di incorrere in inevitabili errori, che renderebbero vano lo sforzo.

Successivamente, una volta appreso il metodo, nell’arco di circa 10/12 incontri, è possibile continuare da soli e diventare completamente autonomi assaporando i benefici effetti della distensione nella vita quotidiana. Ma quali sono?

  1. Un più profondo e rapido recupero di energie
  2. L’autoinduzione della calma
  3. Il miglioramento nelle prestazioni
  4. L’autodeterminazione attraverso formule di proponimenti in base alle necessità del singolo
  5. Introspezione e autocontrollo, grazie alla visualizzazione interiore durante lo stato di concentrazione passiva.
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La rivoluzione dentro di noi

La rivoluzione interiore – che parte dal nucleo più profondo di noi stessi, per giungere alla consapevolezza che tutto è uno, che ogni cosa e ogni evento è collegato, che ogni parte rimanda all’insieme – ci condurrà piano piano ad agire in maniera più giusta, semplicemente perché più disinteressata. Se la smettessimo di rincorrere continuamente l’affermazione del nostro piccolo io nella professione, nel successo, nel potere economico – un’affermazione che inevitabilmente entra in conflitto con quella degli altri -, e se la smettessimo di affannarci con tanta fatica dietro questo piccolo mondo, nella convinzione che sia tutto perché la morte è l’azzeramento totale – se la smettessimo di fare tutto questo, forse riusciremmo a scorgere una dimensione più grande. Piano piano getteremmo le basi per un vivere comune, dove le diverse fasi della vita – la giovinezza con l’apprendimento, e la maturità con l’impegno familiare e lavorativo – ci faranno crescere nella complessità delle relazioni umane, per poi lasciare spazio al lungo viaggio di ritorno verso lo sconosciuto.

I semi, insieme ai pensieri, alle parole e alle azioni che avremo lasciato lungo il nostro sentiero, non saranno vani.

Brano tratto da: Tiziano Terzani: la rivoluzione dentro di noi, Gloria  Germani, Longanesi.

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