Categoria: Grafologia

Grafologia e amore

La grafologia può essere utilizzata in diversi ambiti, non ultimo nell’analisi della complessa dinamica delle relazioni affettive. Relazioni d’amore o d’amicizia che siano, restano sullo sfondo gli stessi assunti di base: esiste sempre un motivo che ci porta ad avvicinarci a quella determinata persona, in quella precisa fase della nostra vita.

Citando Proust, quando scriveva che il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce… possiamo infatti affermare che per indagare le motivazioni del sentimento e dell’attrazione dobbiamo andare più a fondo, scendere in quella parte di noi che è celata alla consapevolezza, compiere un viaggio interiore che ci conduca all’inconscio, sede privilegiata delle scelte sentimentali… Anche quando compiute con la testa e non col cuore. Un profilo grafologico di coppia può illuminarci sulle motivazioni che ci hanno condotto tra le braccia del nostro/a amato/a, può descriverci le compensazioni  e le reciproche corrispondenze che si mettono in gioco nel rapporto amoroso. Sappiamo bene come ognuno di noi sia a volte attratto dal diverso, a volte dall’uguale… come una persona che ci rifletta come uno specchio rischi d’annoiarci nel tempo… E come la troppa differenza finisca per allontanarci, a volte irrimediabilmente. La grafologia può dirci, in termini probabilistici e mai predittivi, come la nostra coppia si svilupperà nel tempo… E per quali ragioni… Soprattutto promuovere in ognuno un cambiamento per andare incontro all’altro, qualora esista lo spazio per mettersi reciprocamente in discussione, onde percorrere insieme un’evoluzione che rafforzi le assonanze e stemperi le divergenze.… Continua a leggere...

Un faccia a faccia con te stesso

L’analisi grafologica della tua scrittura può fornirti importanti chiavi sulle tue caratteristiche distintive. Te ne elenco solo alcune:

Scoprire i tuoi punti di forza.

Essere consapevoli delle proprie qualità è riconoscersi, non solo conoscersi. Mettiamo da parte la falsa modestia e valorizziamo in noi ciò che ci contraddistingue.

Ammettere i tuoi punti deboli.

Se da una parte è necessario essere positivi, dall’altro individuare i propri limiti può aiutare ad evitare scelte errate. Inoltre imparare a identificare le tue debolezze con obiettività può portarti a non esserne più emotivamente coinvolto. In questo modo diventerà molto più facile maneggiarle.

Verificare la tua fiducia in te stesso.

La tua grafia rivelerà se hai reale fiducia in te stesso o se nel profondo mascheri un senso di inferiorità che ti blocca nel cammino di crescita; l’analisi potrà eventualmente segnalarti delle tracce da seguire per muovere i primi passi.

Scoprire i tuoi talenti nascosti.

A volte si possiede una vena artistica che non si ha il coraggio di portare alla luce e ci vuole una piccola spintarella… 😉 Spesso l’estro creativo si nasconde nella nostra Ombra di Junghiana memoria. Come dice Robert Bly ne Il Piccolo libro dell’Ombra: “Quando l’Ombra viene assorbita, l’essere umano perde gran parte della sua oscurità e diviene luminoso, leggero e giocoso in modo nuovo.”

Valutare la tua forza di volontà.

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Vero e falso in grafologia

Luoghi comuni sul mestiere di grafologo.

La grafologia permette di conoscere “tutto” sullo scrivente.

Falso. La scrittura riflette la personalità nei suoi meccanismi più profondi, ma una certa dose di “sconosciuto” è sempre presente; siamo esseri in costante evoluzione ed il nostro avvenire ci appartiene. La grafologia, sebbene spesso ancor oggi confusa coi metodi predittivi, non è certo una tecnica divinatoria! L’analisi grafologica ci può invece illuminare sul nostro vissuto e favorire la consapevolezza sui punti di forza e debolezza. E come ben sappiamo la consapevolezza è il primo passo di un ulteriore mutamento…

La scrittura cambia con le generazioni ed è condizionata dalle convenzioni sociali.

Vero. Salvo qualche eccezione la scrittura conserva, anche se in minima parte, l’impronta del tipo di calligrafia insegnata sui banchi di scuola, dunque il marchio di una generazione. Agli inizi del secolo la grafia  insegnata era inclinata, con prolungamenti notevoli in alto ed in basso, con fioriture ed abbellimenti nelle maiuscole; oggi tende a raddrizzarsi, ad avere maiuscole più sobrie e soprattutto nei paesi nordici ad assomigliare allo script. Un tempo era d’uso la “bella calligrafia” e gli scolari erano valutati anche per questo, oggi è una pratica desueta. Le generazioni più giovani, più libere nell’espressione grafica, utilizzano altri strumenti (non più la stilografica, ma la penna a biro) per scrivere: il loro grafismo nell’età adulta presenta dunque un altro tipo di costruzione.… Continua a leggere...

analisi grafologiche

Counseling grafologico

Un colloquio. Un colloquio di lavoro. Si gioca forse il futuro.
“Mi parli di Lei”.
“Mi descriva i suoi pregi ed i suoi difetti”.
“Come si immagina da qui a 5 anni”?
Sono alcune delle classiche domande volte a saggiare in profondità le caratteristiche distintive del candidato e non ultimo a valutare il suo grado di consapevolezza e maturità.

Come e cosa rispondere?

La figura del consulente grafologo prende sempre più piede durante la fase di selezione dei candidati (link articolo Corriere della sera) per valutare con chi programmare un colloquio dopo aver acquisito le informazioni di base dal curriculum vitae, offrendo l’opportunità alle aziende di gestire al meglio il tempo dedicato alle nuove assunzioni con un metodo a basso costo. Il lavoro del professionista grafologo riesce infatti ad enucleare le aree di forza e di miglioramento (capacità di leadership, di lavorare in team, flessibilità, orientamento al cliente, organizzazione, creatività, resistenza allo stress, capacità di sintesi/analisi etc.), ovvero le qualità che fanno di quella persona la persona giusta nel posto giusto, stilando un breve profilo riferito alla posizione in questione mettendo in luce attitudini, motivazioni e bisogni sottesi.

Il raggio d’azione del consulente esperto in grafologia aziendale non si ferma alla selezione del personale o alla ricollocazione di risorse dopo ristrutturazioni aziendali, ma si rivolge anche al singolo, come orientamento professionale e per l’elaborazione di possibili piani di carriera.… Continua a leggere...

A proposito di scarabocchi…

E’ accaduto a molti di noi di ritrovarsi a scarabocchiare sul foglio durante una riunione, nel corso di una telefonata noiosa, da studenti mentre si ascoltava la lezione. Il buon senso comune ci spinge a pensare che il fenomeno  rappresenti una distrazione dal compito e che di conseguenza non vengano immagazzinate nella memoria le informazioni. Una ricerca pubblicata da Applied Cognitive Psychology ci spiega che così non è: l’esperimento è stato condotto con 40 partecipanti divisi in 2 gruppi, a cui veniva fatta ascoltare una telefonata registrata; una metà  dovevano semplicemente appuntare i nomi delle persone citate  in un foglio rigato, mentre l’altra metà dovevano anche scarabocchiare sia linee che forme arrotondate. Dopo il test i partecipanti vennero sottoposti a sorpresa ad un test di memoria: chi scarabocchiava ebbe una performance di risposte corrette superiore del 29% rispetto agli altri. Se ne deduce che scarabocchiare durante un compito noioso aumenta la concentrazione e riduce la tendenza a fantasticare, distraendosi.

Per cui se vogliamo evitare di sognare ad occhi aperti durante una situazione noiosa scarabocchiare è tutt’altro che controproducente! E se vogliamo imparare a farlo in modo artistico stimolando il rilassamento e lasciandoci andare alla creatività, Tina Festa (insegnante di scuola dell’infanzia) ha importato in Italia una tecnica facile da apprendere: per sapere qualcosa di più dei Zentangles e degli Scarabocchi Zen visitate il suo blog.… Continua a leggere...

Materiale per l’analisi grafologica

grafologiaL’analisi grafologica richiede una lettera manoscritta recente, meglio se accompagnata da ulteriore documentazione vergata in precendenza. In particolare per gli adolescenti è imprudente la valutazione svolta su un unico documento del momento, è preferibile  per il grafologo avere a disposizione lo sviluppo della grafia dai 10 anni in poi, anche attraverso semplici fogli di quaderni scolastici. La scrittura deve essere in originale, infatti fax, fotocopie e scannerizzazioni ne alterano il tratto e non permettono al grafologo la valutazione della pressione. Il saggio, di 10/15 righe almeno, deve essere eseguito su foglio di carta non rigata (A4), scritto spontaneamente (né sotto dettatura, né copiatura, né a memoria), e completo di firma e data. Le scelte del mezzo scrittorio possono essere varie: purtroppo l’utilizzo della penna stilografica è ormai in disuso (strumento che permetteva di cogliere al meglio le sfumature ed i chiaroscuri) ed è comune l’uso della penna a sfera, o biro, che consente comunque di svolgere una buona valutazione dello scritto. E’ invece sconsigliato l’uso del feltro e del pennerello, che diventa una complicazione per il grafologo, uniformando il tratto e rendendo quasi impalpabili le sottili differenze di pressione. In questo caso diventa comunque utile domandare allo scrivente se lo usi abitualmente  e la risposta, se affermativa, si rivela di per sè indicativa: “Se pensiamo in termini di sensibilità – quasi artistica – appare chiaro che amare un tratto pastoso e quasi pesante, come quello che propone il pennerello grosso, evochi una sensorialità che fa corpo con l’atto scrittorio, e la penna si apparenta allora alla pennellata del pittore”.Continua a leggere...

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