Categoria: Mente

Gli adolescenti hanno cervello?

Una domanda provocatoria? Ogni genitore di figli adolescenti lo pensa spesso scherzosamente, o lo teme preoccupato secondo i casi. Potrebbe sembrare  un giudizio sui giovani in generale, della ben nota serie “ Ai miei tempi sì che …” E non esiste maniera peggiore per rapportarsi a dei ragazzi che stanno faticosamente crescendo ma che manifestano comportamenti impulsivi, irrazionali e a volte imprevedibili.
Fino a pochi anni orsono si pensava, grazie agli studi di Jean Piaget, che il gradino più alto della scala dello sviluppo cognitivo fosse la fase delle “operazioni formali”, stadio che si completa intorno ai 12 anni. Inoltre era opinione comune che il comportamento eccitabile ed emotivo degli adolescenti fosse da imputare soltanto allo scoppio ormonale connaturato all’età. Le ricerche scientifiche e gli studi di neuroscienza degli ultimi anni ci dimostrano invece come le cose stiano diversamente: la parte del cervello – i lobi prefrontali, sede delle capacità di problem-solving – che rende gli adolescenti più responsabili, non è ancora matura come quella di un’adulto e si ritiene che l’encefalo nel suo complesso raggiunga lo sviluppo completo non prima dei 21 anni. Pertanto sovrabbondanza di ormoni, certo, ma anche scarsi controlli cognitivi necessari per comportamenti maturi. Un mix esplosivo.… Continua a leggere...

Il sorriso

Come distinguere un vero sorriso di gioia da uno di circostanza? Guardiamo da vicino l’ esempio nell’immagine. Paul Ekman – professore di psicologia all’università della california ed esperto nello studio delle emozioni – nel suo libro “I volti della menzogna” analizza le espressioni facciali spontanee e quelle false e simulate dimostrando come le ultime siano caratterizzate da insorgenza più lenta, da asimmentria e da una persistenza inferiore o grandemente superiore a quelle spontanee. E’ famosa la distinzione tra sorriso simulato e sorriso spontaneo: nel primo interviene soltanto il muscolo grande zigomatico, che contraendosi solleva gli angoli della bocca mentre nel secondo interviene anche il muscolo orbicolare che disegna le tipiche rughe di espressione ai lati degli occhi. La maggioranza delle persone non è in grado di farlo “a comando”.

Detto così sembrebbe facile distinguere un vero sorriso di gioia da uno falso o di circostanza osservando semplicemente gli occhi del nostro interlocutore. In realtà, anche se il linguaggio del corpo tradisce spesso le vere emozioni, un bravo attore è in grado di simularle alla perfezione riportando alla mente, ad esempio nel caso del sorriso, un ricordo altamente positivo.

Una volta ho chiesto a Barbara Stanwyck il segreto della recitazione. Lei ha risposto: “Sii sincero.

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