La grafologia è una scienza antica, che interessò addirittura Aristotele, ma è soltanto dagli inizi del 900 che studiosi europei lavorarono per conferirle assetto scientifico sistematizzandone la tecnica con analisi e verifiche continue, superarando la mera valutazione estetica che la contraddistinse agli esordi, quando veniva utilizzata come divertissement nei salotti letterari. Ancor oggi molti la confondono con altre pratiche, conferendole false capacità divinatorie quando invece in Francia è consueto il suo utilizzo in selezione del personale in azienda.
L’analisi grafologica può offrire una risorsa in più in selezione del personale sia per l’azienda che per il libero professionista, per inserire “la persona giusta nel posto giusto”.
Attraverso specifiche scale di valutazione dell’età grafomotoria l’esperto grafologo può offrire il suo aiuto all’insegnante, nel prevenire o diagnosticare problemi come la disgrafia, che ledono l’apprendimento scolastico.
L’analisi della scrittura permette di evidenziare le attitudini dello studente per meglio orientare la sua carriera scolastica. Spesso l’amore per una professione non comporta come conseguenza le capacità necessarie al suo svolgimento. La grafologia diventa così un utile strumento per evitare errori nella carrriera scolastica e diminiure il tasso di abbandono universitario.
Attraverso lo studio della grafia è possibile stilare un profilo di personalità che metta in luce le attitudini dello scrivente, le qualità dell’aspetto intellettivo (es. analisi vs. sintesi), le aree affettiva e relazionale.
Il grafologo può successivamente specializzarsi in ambito peritale e collaborare con tribunali ed avvocati svolgendo perizie calligrafiche, atte a valutare l’autenticità o meno di firme o di documenti vergati a mano.
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