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I falsi miti sulla balbuzie

  • La balbuzie passerà da sola
Il 5% dei bambini attraversano dei periodi più o meno lunghi di disfluenza dopo l’esplosione del vocabolario ed è un fenomeno transitorio che può  far parte delle difficoltà legate all’acquisizione del linguaggio. Le statistiche ci dicono che entro un anno e mezzo dall’esordio blocchi e ripetizioni dovrebbero diminuire fino alla loro scomparsa. Monitorare l’andamento del parlato, utilizzare serene modalità di comunicazione all’interno del nucleo familiare e rivolgersi a specialisti per spiegazioni e consigli è comunque di grande importanza. Qualora il problema persista  dopo gli otto anni d’età,  è invece sempre più difficile assistere ad una risoluzione spontanea. La buona notizia è che esistono tecniche che possono migliorare il parlato aiutando a controllarlo, anche se il primo vero passo è l’accettazione della propria caratteristica.
  • Sono solo
Non sei solo. Al mondo ci sono  66 milioni di persone come te che balbettano, all’ incirca l’ 1% della popolazione adulta.
  • Balbetto perché sono nervoso
Sappiamo con certezza come lo stress esacerbi la balbuzie, sebbene non possa esserne considerato la sua causa. Gli studi, al momento, sono orientati alla ricerca di fattori causali di origine biologica e genetica anche se una certa dose d’ansia caratterizza le persone che balbettano nei due terzi dei casi. Si ritiene che sia una conseguenza, piuttosto che un fattore scatenante.
  • Balbetto per colpa mia
Non è colpa tua se balbetti come non è colpa dei tuoi genitori o dell’ambiente familiare in cui sei cresciuto. Certamente può essere stato più o meno accogliente  ma questo riguarda ognuno di noi, altrimenti la percentuale delle persone che balbettano dovrebbe essere molto più alta!
  • Non mi sto impegnando abbastanza
Acquisire una tecnica di controllo sul proprio parlato è un percorso difficile ed impegnativo ed ognuno riesce a raggiungere il proprio personale livello di competenza nel tempo e col costante esercizio. Ma se qualche volta balbetti non farne un dramma, sii paziente con te stesso e vai avanti. A tutti capita di incepparsi.
  • Devo nascondere la mia balbuzie
  • Non devo parlare della balbuzie
I “doverismi” sono pensieri controproducenti, la balbuzie si sente, c’è,  anche se non ne parli. Tentare di controllarti senza il possesso di uno strumento avvierà ancora di più il circolo vizioso dello stress, ingenerando tensione muscolare ed aprendo la strada al blocco ed alla chiusura delle corde vocali. Non sprecare inutilmente energie prima di un incontro importante ripetendo a te stesso come un mantra “… non devo balbettare … non devo balbettare … “ , piuttosto focalizza il tuo pensiero sull’ultimo ricordo piacevole che ti viene in mente e ripassa ciò che vuoi dire, concentrandoti sul cosa e non sul come.
  • La balbuzie mi impedirà di avere successo nella vita
La storia ci testimonia un esercito di “balbuzienti famosi”, da Aristotele, Manzoni , Churcill, Newton … per arrivare ai nostri giorni con Bonolis, conduttore televisivo, Timi, attore e scrittore, Tiger Woods, vincente golfista. Ma oltre a loro esistono una folta schiera invisibile di persone che balbettano che hanno saputo  andare oltre e superare il dilemma diventando insegnanti, musicisti, professori universitari …  Ascoltando le loro storie di vita ho notato che ciò che li accomuna è l’aver guardato alla balbuzie come a una peculiarità invece che come a un freno, diventando un cavallo di battaglia con il carattere della sfida.
L’ultimo punto che desidero sottolineare prima di chiudere queste brevi riflessioni è rivolto a chi è fluente: le persone che balbettano non sono meno intelligenti, non soffrono di disturbi psicologici particolari se non quelli legati alle difficoltà di comunicazione e ciò che in primis possiamo fare è non abbassare lo sguardo e non interromperli terminando parole e frasi al posto loro.
Ascoltiamo e dialoghiamo con calma. La nostra società si caratterizza per una forte pressione comunicativa, con un alto grado di richieste sociali e di spinta al “tutto e subito”. Credo possa fare bene ad ognuno di noi riacquistare dentro sé l’arte dell’attesa, ricordando sempre che SOLO AGENDO INSIEME, AGIAMO VERAMENTE.

 

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