14 luglio 2010 Nessun Commento

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La ricerca d'Altro

Mi pareva che la natura, come me, fosse stata messa in disparte da Dio come una cosa non divina, anche se creata da Lui e Sua manifestazione. Nulla riusciva a convincermi che il “fatto a immagine di Dio” dovesse riferirsi solo all’uomo. In realtà credevo che gli alti monti, i fiumi, i laghi, gli alberi, i fiori e gli animali manifestassero l’essenza di Dio assai meglio degli uomini, con i loro ridicoli vestiti, le loro meschinità, la vanità, la menzogna, l’odioso egoismo: tutte caratteristiche che conoscevo bene per averle io stesso [...]. Esisteva un altro regno, un tempio nel quale chi entrava si sentiva trasformato e di colpo sopraffatto da una visione dell’intero cosmo, sì da dimenticare se stesso, vinto dallo stupore e dall’immaginazione. Qui viveva l’”Altro”, al quale Dio era noto come un segreto nascosto, personale e al tempo stesso più che personale; qui nulla divideva l’uomo da Dio, come se la mente umana potesse mirare la creazione all’unisono con lui. Ciò che io qui rivelo, parola per parola, è qualcosa di cui allora non ero cosciente in modo distinto, sebbene ne avessi un netto presentimento e l’avvertissi con un sentimento profondo. In quei momenti sapevo che ero degno di me, e che io ero il mio vero me stesso. Non appena ero solo, potevo provare questa condizione: e perciò cercavo la pace e la solitudine di questo “Altro”.

Brano tratto da: “Jung parla: inverviste e incontri”, Adelphi.

presenza1 La ricerca d'Altro
Immagine di Chiarart, Decoupages Des Artistes

Sull'autore

Francesca Lavino, Counselor Operatore Balbuzie e Operatore di Training Autogeno settore non clinico. Grafologa membro A.G.P. (Associazione Grafologi Professionisti).

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