Blog

Dozzine di articoli per migliorare il tuo stile di vita... :)

Sensibilizzazione: la balbuzie e internet

La balbuzie è un disturbo della parola presente in ogni cultura e società, in ogni parte del mondo e in ogni classe sociale. Nell’ultimo decennio le ricerche sulla sua origine hanno compiuto notevoli passi avanti, sebbene le cause restino tuttora incerte e necessitino di ulteriori validazioni. Ciò che è certo è il disgregarsi del mito sull’ origine psicologica, mentre prende sempre più piede l’ipotesi neurologica, cui si sommano fattori genetici ed ambientali. Purtroppo gli stereotipi, che dipingono i balbuzienti come ansiosi, timidi, con problemi legati alla sfera della personalità, sono duri a morire. E’ semmai il non riuscire a comunicare che può ingenerare nel tempo scarsa autostima, una negativa immagine di sé e difficoltà nelle relazioni. L’ansia dell’aspettativa, meccanismo appreso da precedenti esperienze frustranti, instaura un circolo vizioso. A ciò si aggiunge l’errata convinzione che basti uno sforzo per controllare il parlato, che sia tutta questione di volontà, o che il frequentare un corso per superare la balbuzie possa far diventare magicamente normoloquenti. In realtà è necessario un cambiamento ed un impegno notevole e costoso. Più che di corsi, sarebbe corretto parlare di “percorsi verso la fluenza”. Il primo passo è trovare dentro di sè la motivazione per farlo, la molla scatenante …

STUTTER
Conversation flows and swirls/and dips its wings,/my words crowd in on one another/
crushing through a door/too small /
/ lightflashing silence/rushing/dizziness/disoriented breath /
Pieces of words/lie scattered,/trampled underfoot,/splinters/covered in embarrassment.
Your eyes linger on mine/a fraction of a flash too long,/a fragment of a bit too wide,/
and we both know/that I have been classified.

– Heite (1997)


Una ricerca qualitativa , effettuata presso The City University of New York *, ha analizzato 365 email di un listserv americano sulla balbuzie, ed è emerso come internet possa essere un canale di sostegno reciproco e di mutamento a livello sociale. E’ difficile incontrare nella quotidianità altre persone che balbettano, così come è improbabile trovare altri luoghi, sebbene virtuali, dove poter esprimere le proprie emozioni con un così ampio contesto d’ascolto. Un posto dove poter condividere le discriminazioni, un posto dove iniziare quella che risulta spesso essere una evoluzione a tutto tondo della propria personalità. Scrivere e poter, di conseguenza, fluentemente comunicare, può aiutare a rimuovere gli ostacoli creati da un ambiente che spesso diventa una condizione disabilitante più della balbuzie stessa. Sia scritta che orale, la parola ha insito in sé il potenziale di creare nuove credenze nella società e lo sviluppo di una nuova consapevolezza di sé, migliore e meno stigmatizzata.
In Italia è attivo da svariati anni il forum della Comunità Italiana Balbuzienti (CIB), portato avanti con passione dai fondatori, moderatori e dai tantissimi partecipanti. Persone che vivono o hanno vissuto sulla loro pelle il disagio e che hanno voluto e saputo mettersi in gioco, confrontandosi e trasmettendo emozioni, notizie ed esperienze, con una costante opera di solidarietà, partecipazione ed empatia. Visitarlo è un inizio.

* Making rooms for words: people who stutter on the Internet. Brett G. Stoudt e Suzanne C. Ouellette. The Graduate Center of the City University of New York, USA. Pubblicato su : Qualitative Research in Psychology 2004; 1: 175-194

Scrivi un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

lettera di gratitudine

La lettera di gratitudine

Con la lettera della gratitudine continuiamo il nostro viaggio alla ricerca della felicità (qui potete trovare il diario …

I benefici della scrittura

Potrebbe sembrare che nell’era della tecnica l’amore per la scrittura a mano riveli un gusto retrò da “dinosauri …

giornale della gratitudine

Diario della Gratitudine

Scarica gratis il Giornale della Gratitudine!In passato avevo scritto delle riflessioni sulla gratitudine, sarebbe utile …