Tag: Analisi della scrittura

Vero e falso in grafologia

Luoghi comuni sul mestiere di grafologo.

La grafologia permette di conoscere “tutto” sullo scrivente.

Falso. La scrittura riflette la personalità nei suoi meccanismi più profondi, ma una certa dose di “sconosciuto” è sempre presente; siamo esseri in costante evoluzione ed il nostro avvenire ci appartiene. La grafologia, sebbene spesso ancor oggi confusa coi metodi predittivi, non è certo una tecnica divinatoria! L’analisi grafologica ci può invece illuminare sul nostro vissuto e favorire la consapevolezza sui punti di forza e debolezza. E come ben sappiamo la consapevolezza è il primo passo di un ulteriore mutamento…

La scrittura cambia con le generazioni ed è condizionata dalle convenzioni sociali.

Vero. Salvo qualche eccezione la scrittura conserva, anche se in minima parte, l’impronta del tipo di calligrafia insegnata sui banchi di scuola, dunque il marchio di una generazione. Agli inizi del secolo la grafia  insegnata era inclinata, con prolungamenti notevoli in alto ed in basso, con fioriture ed abbellimenti nelle maiuscole; oggi tende a raddrizzarsi, ad avere maiuscole più sobrie e soprattutto nei paesi nordici ad assomigliare allo script. Un tempo era d’uso la “bella calligrafia” e gli scolari erano valutati anche per questo, oggi è una pratica desueta. Le generazioni più giovani, più libere nell’espressione grafica, utilizzano altri strumenti (non più la stilografica, ma la penna a biro) per scrivere: il loro grafismo nell’età adulta presenta dunque un altro tipo di costruzione.… Continua a leggere...

A proposito di scarabocchi…

E’ accaduto a molti di noi di ritrovarsi a scarabocchiare sul foglio durante una riunione, nel corso di una telefonata noiosa, da studenti mentre si ascoltava la lezione. Il buon senso comune ci spinge a pensare che il fenomeno  rappresenti una distrazione dal compito e che di conseguenza non vengano immagazzinate nella memoria le informazioni. Una ricerca pubblicata da Applied Cognitive Psychology ci spiega che così non è: l’esperimento è stato condotto con 40 partecipanti divisi in 2 gruppi, a cui veniva fatta ascoltare una telefonata registrata; una metà  dovevano semplicemente appuntare i nomi delle persone citate  in un foglio rigato, mentre l’altra metà dovevano anche scarabocchiare sia linee che forme arrotondate. Dopo il test i partecipanti vennero sottoposti a sorpresa ad un test di memoria: chi scarabocchiava ebbe una performance di risposte corrette superiore del 29% rispetto agli altri. Se ne deduce che scarabocchiare durante un compito noioso aumenta la concentrazione e riduce la tendenza a fantasticare, distraendosi.

Per cui se vogliamo evitare di sognare ad occhi aperti durante una situazione noiosa scarabocchiare è tutt’altro che controproducente! E se vogliamo imparare a farlo in modo artistico stimolando il rilassamento e lasciandoci andare alla creatività, Tina Festa (insegnante di scuola dell’infanzia) ha importato in Italia una tecnica facile da apprendere: per sapere qualcosa di più dei Zentangles e degli Scarabocchi Zen visitate il suo blog.… Continua a leggere...

Materiale per l’analisi grafologica

grafologiaL’analisi grafologica richiede una lettera manoscritta recente, meglio se accompagnata da ulteriore documentazione vergata in precendenza. In particolare per gli adolescenti è imprudente la valutazione svolta su un unico documento del momento, è preferibile  per il grafologo avere a disposizione lo sviluppo della grafia dai 10 anni in poi, anche attraverso semplici fogli di quaderni scolastici. La scrittura deve essere in originale, infatti fax, fotocopie e scannerizzazioni ne alterano il tratto e non permettono al grafologo la valutazione della pressione. Il saggio, di 10/15 righe almeno, deve essere eseguito su foglio di carta non rigata (A4), scritto spontaneamente (né sotto dettatura, né copiatura, né a memoria), e completo di firma e data. Le scelte del mezzo scrittorio possono essere varie: purtroppo l’utilizzo della penna stilografica è ormai in disuso (strumento che permetteva di cogliere al meglio le sfumature ed i chiaroscuri) ed è comune l’uso della penna a sfera, o biro, che consente comunque di svolgere una buona valutazione dello scritto. E’ invece sconsigliato l’uso del feltro e del pennerello, che diventa una complicazione per il grafologo, uniformando il tratto e rendendo quasi impalpabili le sottili differenze di pressione. In questo caso diventa comunque utile domandare allo scrivente se lo usi abitualmente  e la risposta, se affermativa, si rivela di per sè indicativa: “Se pensiamo in termini di sensibilità – quasi artistica – appare chiaro che amare un tratto pastoso e quasi pesante, come quello che propone il pennerello grosso, evochi una sensorialità che fa corpo con l’atto scrittorio, e la penna si apparenta allora alla pennellata del pittore”.Continua a leggere...

grafismo

Gli elementi del grafismo

L’ analisi della scrittura secondo la grafologia francese si struttura secondo un modello logico articolato in generi e specie. Spazio, forma, movimento e tratto sono i 4 generi che per primi vengono valutati nella loro reciproca dinamica, unica per ogni grafia.

Spazio
L’elemento spazio si riferisce sia all’impostazione del testo nella pagina, inteso come atto sociale di presentazione di sè, sia alla presa di possesso dello spazio in qualità di riflesso della natura profonda dello scrivente; la ripartizione delle masse bianche e nere ed i significati simbolici sottesi ci parleranno del dialogo tra conscio e inconscio e della natura profonda della persona.  A titolo di esempio valuteremo il bianco che intercorre tra le righe, tra le parole e tra le lettere, nonchè i margini destro e sinistro, la posizione della firma e dei paragrafi.

Forma
Comunica l’immagine di sè che un individuo esprime all’esterno, indicativa sia del suo modo di essere che delle sue aspirazioni. Una grafia più o meno affrancata dal modello scolastico riflette le attitudini al conformismo, all’originalità, alla creatività. E’ necessario che si evolva in concomitanza allo sviluppo psicologico della persona senza dimenticare le regole apprese, pena il rischio di perdere in chiarezza e comprensibilità. Le forme personali scelte ci parlano del punto di incontro tra l’ identità della persona e l’ambiente in cui vive.… Continua a leggere...

scritture grafologia

Ambiti della grafologia

La grafologia è una scienza antica, che interessò addirittura Aristotele, ma è soltanto dagli inizi del 900 che studiosi europei lavorarono per conferirle assetto scientifico sistematizzandone la tecnica con analisi e verifiche continue, superarando la mera valutazione estetica che la contraddistinse agli esordi, quando veniva  utilizzata come divertissement nei salotti letterari. Ancor oggi molti la confondono con altre pratiche, conferendole false capacità divinatorie quando invece in Francia è consueto il suo utilizzo in selezione del personale in azienda.

AREA RISORSE UMANE :
L’analisi grafologica può offrire una risorsa in più ed a basso costo in selezione del personale e/o ricollocazione, sia per l’azienda che per il libero professionista, per inserire “la persona giusta nel posto giusto”. (un approfondimento)

ORIENTAMENTO:
L’analisi della scrittura permette di evidenziare le attitudini dello studente per meglio orientare la sua carriera scolastica. Spesso l’amore per una professione non comporta come conseguenza le capacità necessarie al suo svolgimento. La grafologia diventa così un utile strumento per evitare errori nella carrriera scolastica e diminiure il tasso di abbandono universitario. E’ intrinseco che non può prevedere le professioni in particolare, ma soltanto fornire indicazioni di massima su quelle che sono le caratteristiche di base.

ANALISI GENERICA:
Attraverso lo studio della grafia è possibile stilare un profilo che metta in luce le attitudini dello scrivente, il suo modo di porsi nel mondo e di affrontare i problemi, offrendo spunti ed occasioni di crescita.… Continua a leggere...

Grafologia e consapevolezza

grafologiaEtimologicamente la parola grafologia deriva dal greco e significa studio della scrittura. Si tratta di una tecnica articolata e complessa che affonda le sue antiche radici nelle conoscenze psicologiche, filosofiche e fisiologiche dell’essere umano. La scrittura, attraverso il tratto, il movimento del gesto grafico, il suo espandersi nello spazio del foglio e le forme che assume, disegna le nostre peculiarità, rappresentando un vero e proprio “disegno” di noi stessi. In qualità di mezzo di comunicazione prettamente umano la grafia esprime le verità di ciascuno, spesso nascoste e non riconosciute. L’analisi grafologica effettuata da un esperto può pertanto descrivere le nostre caratteristiche, mettendo in evidenza i punti di forza e di debolezza, i talenti in nuce, e gli spigoli vivi da smussare. Passeggiare nei sentieri della mente, prendendo atto di dove ci troviamo nel cammino, può così diventare un primo passo verso un percorso di consapevolezza e di evoluzione personale armonica e continua nel tempo.

In modo piuttosto paradossale, la vera sicurezza si trova solo nella crescita, nella riforma e nel cambiamento. “Anne Morrow Lindebergh”

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