Tag: Comunicazione

Ascolto come aria…

Se in questo stesso momento l’aria della stanza dove ora vi trovate venisse risucchiata fuori, che cosa vi succederebbe? Non pensereste ad altro che a procurarvi aria. La vostra unica motivazione sarebbe la sopravvivenza. Ma adesso che avete l’aria, essa non vi motiva. Ecco una delle più grandi intuizioni nel campo della motivazione umana: i bisogni soddisfatti non motivano. Sono solo i bisogni insoddisfatti a motivare.

Dopo la sopravvivenza fisica, il più grande bisogno di un essere umano è la sopravvivenza psicologica: essere compreso, accettato, stimato, apprezzato.

Quando ascoltate con empatia un’altra persona le date aria psicologica.

Tratto da: “I principi di Stephen R. Covey”, FrancoAngeli TrendContinua a leggere...

Come creare empatia con una sola parola

Parola empatia
Se fossi un eremita che vive solitario sulle vette del Kilimangiaro, non dovrei avere bisogno di interagire con le altre persone. Ma visto che il mio paese, per quanto piccolo, conta comunque i suoi diecimila abitanti, per forza di cose parlo ogni giorno con qualcuno. Famiglia, amici o estranei, le relazioni sociali sono alla base della comunità nella quale viviamo.

E per questo è importante imparare come creare empatia, come relazionarsi meglio con gli altri.

Ci sono tanti modi per farlo, dalle parole alla famigerata comunicazione non verbale. Un insieme di tecniche che si propongono di creare un rapporto emotivo fra due persone, in maniera naturale o artificiale. Tuttavia, c’è una parola magica che funziona in tutte le situazioni e che ti permettere di creare empatia con il tuo interlocutore.

Non devo stare qui ad illustrarti i vantaggi che si hanno quando si crea un legame emotivo con una persona. Non deve essere per forza amicizia o addirittura amore, basta quel filo di empatia necessaria per farti risaltare rispetto a tutti gli altri. Quanto basta per essere considerato una persona con le sue caratteristiche peculiari, e non uno fra i tanti.

Fondamentale nel commercio, ma anche nella vita personale.… Continua a leggere...

Nono Congresso internazionale sulla balbuzie

ISA (International Stuttering Association) e AAT (Asociation Argentina de Tartamudez) organizzano in Argentina il 9° Congresso Internazionale per Balbuzienti contestualmente al 2° Congresso LatinoAmericano. Si terrà nell’Aula Magna della Facoltà di Medicina a Buonos Aires nei giorni 18, 19, 20 e 21 Maggio 2011. Un’occasione unica che vedrà insieme le persone che balbettano, i loro familiari e ricercatori provenienti da ogni parte del mondo.

Differenti linguaggi, culture e idee unite per accettare, integrare e comprendere.Continua a leggere...

Dove vai? A scuola di empatia

Daniel Goleman ci parla di Intelligenza emotiva sin dagli anni ’90, ovvero di un modo alternativo di essere intelligenti, utile alla vita pratica, dove il quoziente intellettivo in senso stretto e gli studi effettuati contano relativamente, perchè il successo nella vita dipende da altro.

Ad oggi le aziende più innovative non ricercano soltanto il curriculum perfetto, con chiarezza espositiva, corsi universitari ed esperienze professionali presentate con efficienza. Il candidato durante il colloquio è spesso chiamato a  dimostrare doti di flessibilità, adattabilità, creatività, capacità di gestione delle relazioni e abilità sociali per cooperare e lavorare in team.

Ambiti come la vendita o la dirigenza richiedono doti empatiche non meno di professioni orientate all’aiuto e all’insegnamento e la “sordità emotiva” rischia di far pagare caro il suo scotto, non soltanto nella vita privata e amicale.
Quali sono, secondo Goleman, le competenze emotive e sociali che ognuno di noi è pertanto chiamato a far proprie?

  1. Consapevolezza di sé: conoscere in ogni particolare momento i propri sentimenti e le proprie preferenze e usare questa conoscenza per guidare i processi decisionali; avere una valutazione realistica delle proprie abilità e una ben fondata fiducia in se stessi.
  2. Dominio di sé: gestire le proprie emozioni così che esse – invece di interferire con il compito in corso – lo facilitino; essere coscienziosi e capaci di posporre le gratificazioni per perseguire i propri obiettivi; sapersi riprendere bene dalla sofferenza emotiva.
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Avatar, empatia e comunicazione online

avatarL’ uso degli avatar, es. quello qui a destra, rende la comunicazione online “piu’ umana” stimolando interattivita’ ed empatia.

Così ci dice una ricerca, condotta da Laramie Taylor (2010), che ha analizzato le risposte di Yahoo Answer, un servizio dove le persone si iscrivono per porre domande e replicare alle questioni più disparate.

Un primo studio ha analizzato 881 risposte a 132 domande, mentre il secondo ha esaminato la natura altruistica delle persone che hanno risposto e l’eventuale uso degli avatar su 125 risposte. Ed è emerso come in questo tipo di comunità virtuale l’uso degli avatar aumentasse considerevolmenete il coinvolgimento emotivo dei partecipanti, infatti gli utilizzatori ricevevano non solo un maggior numero di riscontri ma erano anche  espressi più empaticamente.

Il secondo studio ha invece evidenziato che chi era solito rispondere a quesiti con un avatar si caratterizzava per essere spinto da motivazioni interpersonali e altruistiche. I risultati sottolineano il potenziale valore aggiunto degli avatar come parte della interattività nei forum, infatti i siti nati per offrire supporto sociale ed aiuto, facilitando l’espressione e la condivisione delle emozioni, possono stimolare maggiormente la partecipazione offrendo ai propri utenti la possibilità di scegliere facilmente un avatar.

Le persone amano avere prova tangibile, sebbene solo virtuale, che esista davvero una persona dietro lo username con cui interagiscono online, un essere umano con le sue emozioni, esattamente come noi.Continua a leggere...

Comunicare con un balbuziente

La balbuzie è un disturbo della comunicazione che colpisce la fascia d’eta’ adulta nell’ordine dell’1% in ogni cultura e società. Ognuno di noi, pertanto, nell’arco della sua vita, ha incontrato almeno una persona che balbetta. Ma… Come comportarsi?
NORMALMENTE! Ovvero dovremmo usare delle buone prassi e comunicare in maniera efficace, come sarebbe auspicabile, d’altro canto, fare sempre.
Innanzitutto ricordiamo che, chi balbetta, ha bisogno di piu’ tempo per riuscire a dire ciò che desidera, pertanto non interrompiamolo con domande pressanti ed evitiamo atteggiamenti impazienti.
Uno degli errori più comuni è suggerire le parole e terminare le frasi al posto loro. Non è detto che ciò che immaginiamo vogliano esprimere sia esattamente ciò che hanno in mente ed è un comportamento che causa nervosismo nel nostro interlocutore, alimentando il disagio come in un circolo vizioso.
Non diciamo: rilassati, stai calmo, prendi un bel respiro… Così facendo lasciamo intendere che pensiamo sia semplice superare i blocchi, invece non lo è per niente! Evitiamo anche il pietismo, non c’è nulla di più imbarazzante o irritante.
Utilizziamo semmai l’ascolto attivo, dimostrando che stiamo ascoltando veramente anche con il linguaggio del corpo, guardando negli occhi, assentendo, ripetendo parte del discorso e dimostrando che siamo interessati a cosa dicono, e non a come lo dicono.… Continua a leggere...
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