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Cos'e' la balbuzie ?

La balbuzie si manifesta all’incirca nell’ 1 % della popolazione adulta, in ogni cultura e societa’.

Si tratta di un disordine del ritmo della parola nel quale l’individuo sa ciò che vorrebbe dire, ma nel contempo non riesce a farlo a causa di involontari arresti, ripetizioni e blocchi nel flusso aereo. Negli ultimi anni si ritiene che possa essere avvenuto un aumento nell’incidenza del fenomeno.
Le forme prevalenti sono due : clonica e tonica.
La forma clonica – in inglese stuttering – si caratterizza per ripetizioni di fonemi, di sillabe o di intere parole e qualsiasi vocabolo può causare il disturbo. Spesso il balbuziente palesa una certa dose di logofobia, che potremmo definire come la convinzione, in parte errata, che esistano gruppi di fonemi più difficili di altri da pronunciare. Per evitare le parole ritenute problematiche e le situazioni spinose chi balbetta mette in atto le più complesse tattiche : elusione dello sguardo, evitamento della risposta nel dialogo, circonlocuzioni, sostituzioni di parole, etc
Nella forma tonica – stammering – si avvertono invece dei blocchi che impediscono al soggetto addirittura l’inizio della parola o ne interrompono coercitivamente il flusso. Di sovente il disagio può causare tensione generalizzata del corpo, spingendo nel tempo chi ne soffre ad avvalersi di una serie infinita di strategie per vincere l’impasse: sincinesie corporee, ammiccamenti, tics, movimenti degli arti come battere un piede, tamburellare con le dita fino a spasmodici moti del volto.… Continua a leggere...

Balbuzie ed insegnanti

La balbuzie è un disordine della comunicazione che inteferisce con l’abilità di parlare fluentemente. Coinvolge la ripetizione, il prolungamento o i blocchi di suoni, sillabe o parole.
Quando un bambino balbetta le sue performance scolastiche e la vita sociale possono esserne affette: può capitare che esiti ad alzare la mano in classe, a leggere a voce alta, che finga di non conoscere una risposta quando è interrogato dall’insegnante o eviti di parlare con gli altri bambini della classe. Alcuni bambini che balbettano non hanno sentimenti negativi associati al loro parlato, mentre altri possono esserne frustrati, ansiosi, imbarazzati o semplicemente intimiditi.
E’ importante sapere che le emozioni del bambino balbuziente possono non essere correlate al grado di severità della disfluenza. A volte bambini che balbettano poco possono sentirsi imbarazzati ed infelici mentre altri con un disturbo più severo non si sentono a disagio nel parlare davanti a tutta la classe.
Il ruolo dell’insegnante si rivela di primaria importanza nella gestione di disturbi che coinvolgono il linguaggio, l’attenzione al bambino nella sua totalità e non solo al mero apprendimento, possono avere risvolti decisivi nel vissuto di chi vive un disagio, qualsiasi esso sia. La collaborazione tra corpo docente, famiglia e gli operatori balbuzie che hanno in trattamento il bambino ha come scopo fondamentale la costruzione della fiducia di base ed il miglioramento della qualità della vita.… Continua a leggere...

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