Tag: Crescita

La voce degli Dei

– D. Bignardi:

Cos’è la voce degli Dei?

– M. Gramellini:

E’ un concetto di Jung, molto bello: la voce degli Dei è l’intuizione. Noi pensiamo che la vita sia fatta soltanto di cervello e di processi razionali, causa ed effetto: purtroppo il cervello è molto limitato, non arriva a tutto. Quello che arriva al fondo delle cose è l’intuizione: l’intuizione è quel muscoletto interiore che tutti abbiamo e che ci dice sempre la verità. Il problema è che non lo ascoltiamo quasi mai. Perchè? Perchè per ascoltarlo bisogna fare silenzio, bisogna mettersi in una stanza buia, chiudere gli occhi ed ascoltare il battito del proprio cuore. Allora improvvisamente sentirai quella voce, che non ti tradisce mai; ti dirà sempre quale è la scelta giusta da fare in amore, nel lavoro, in qualunque cosa della vita. Noi però abbiamo talmente paura di sentire quella voce che la stordiamo in tutti i modi… […] Abbiamo distrutto il silenzio, perchè ne abbiamo terrore. Invece il silenzio è una cosa fondamentale… Lo dice un chiaccherone come me. Perchè quando taci e quando fai silenzio dentro di te senti quella voce lì. Ed è la voce che ti dovrebbe guidare nella vita. E’ quello che io auguro a tutti.

Le invasioni barbariche – 6 Febbraio 2013

 

Gramellini_Versiliana

Gramellini e il senso della vita

Il 18 Agosto 2012 presso La Versiliana (Marina di Pietrasanta) nel ciclo di “Incontri al Caffè” è stato ospite Massimo Gramellini e con l’occasione ha presentato al pubblico presente il suo ultimo libro – Fai bei sogni; con la sua consueta apertura, ironia ed empatia ha raccontato di come sia riuscito a dare un senso alla morte della madre avvenuta in tenera età e del suo percorso interiore di accettazione.

Ha condotto Adriano Fabris, filosofo.

Per chi volesse ascoltare gli interventi per intero qui il link ai video, mentre sotto vi riporto alcuni stralci delle sue parole, sempre toccanti, sempre vere, apparentemente ovvie… Fino a quando non tocca a noi in prima persona.

“Da una parte la paura uccide sempre l’amore ma poi il pensiero della mamma mi procurava dei fremiti di rabbia mescolati a una tenerezza che sconfinava nella pena.”

– Ma perchè?  Perchè… e non perchè soltanto muore una mamma  di quarant’anni lasciando un bambino di 9, ma perchè ogni giorno accadono centinaia di altre cose atroci?[…]

– Le risposte in questi casi sono: o che Dio è cattivo o che non c’è nulla e quindi tutto è casuale… […]

– La vita in qualche modo è anche filosofia ; io sono arrivato alla conclusione di questo mio percorso interiore… mi sono fatto le domande che tutti ci facciamo, me le sono fatte un pò prima […] non è normale che un bambino di 9 anni si chieda perchè esiste la morte. Io me lo sono chiesto semplicemente perchè l’ho vissuta. E la conclusione che mi sono dato, a cui sono arrivato, è che invece la vita ha un senso; che tutto ciò che ci succede ha un senso e che evidentemente il senso della mia vita era quello di riuscire a dimostrare di poter evolvere, crescere, in assenza della figura di una madre. Che è una cosa terribile, una grande difficoltà… Ma ognuno, ognuno ha una difficoltà… anche la persona che apparentemente noi invidiamo di più perchè la vediamo in ottima salute, benestante, di ottima famiglia… sicuramente anche lui, noi non lo sappiamo, ma ha un enorme problema  da risolvere. Io credo davvero che noi ci incarniamo  e viviamo su questo piano  e quindi indossiamo, entriamo nella materia, con tutto ciò che questo comporta di bello e anche di brutto. Il corpo naturalmente ci permette di provare dei meravigliosi piaceri ma  ci costringe anche a delle grandi limitazioni. Il nostro spirito accetta di entrare in questa carcassa perchè deve fare qualche cosa. Io dico sempre che se noi finiamo la vita come l’abbiamo cominciata vuol dire che la vita non ci è servita a niente. La vita deve servire a qualche cosa  e cos’è che ci porta a crescere, ad evolvere? Le difficoltà.

– A cosa serve il dolore, a cosa servono  le prove… Secondo me: a sfidarci. A costringerci a tirar fuori una parte di noi che non sapevamo di avere. Le persone che crescono nella bambagia, senza avere difficoltà, senza avere mai una sofferenza di nessun genere, sono persone che non evolvono, perchè non hanno l’opportunità di evolvere.

– Il mio talento è quello di comunicare e lo uso, ognuno però ha un suo talento, secondo me questa è una cosa importante  che i filosofi dovrebbero dire di più… Ricordare che ogni essere umano ha un talento, e ha un sogno, che deve tirare fuori, è ora di spezzare queste gabbie fatte di no, no, non è possibile… non si può… Ogni volta che c’è un desiderio , una possibilità di cambiare la prima reazione è sempre: No! Non voglio cambiare, di ogni cosa io non vedo mai la possibilità… Di ogni cosa che accade, perfino di una cosa cupa come quella che stiamo vivendo adesso, cioè una  crisi di cui non vediamo lo sbocco… ma è evidente che questa  crisi può essere un’ occasione. Crisis… sapete cosa vuol dire? Crisis nel linguaggio delle sceneggiature è la svolta, già in greco voleva dire questo, la crisi è un’opportunità. Può essere l’opportunità per distruggerti come quella per evolvere; sta a te. E’ il libero arbitrio che ti porta a scegliere come affrontare … Quello che io ho provato a dire in questo libro è che non dobbiamo più dare giudizi su ciò che accade, perchè il bene e il male sono compenetrati, ciò che a noi sembra …. Noi decidiamo che una cosa è bene, che una cosa è male… ma l’universo non obbedisce a queste regole, a questi giudizi.

Secondo me quello che dobbiamo fare è prendere tutto il bene e tutto il male che vengono nello stesso identico modo. Come diceva Kipling nella meravigliosa poesia If/Se, “se tu imparerai a trattare la vittoria e la sconfitta, questi due impostori, nello stesso modo.”

(In chiusura per chi non la conoscesse la riporto per intero)

SE…
Se riesci a conservare il controllo quando tutti
Intorno a te lo perdono e te ne fanno una colpa;
Se riesci ad aver fiducia in te quando tutti
Ne dubitano, ma anche a tener conto del dubbio;
Se riesci ad aspettare e non stancarti di aspettare,
O se mentono a tuo riguardo, a non ricambiare in menzogne,
O se ti odiano, a non lasciarti prendere dall’odio,
E tuttavia a non sembrare troppo buono e a non parlare troppo saggio;

Se riesci a sognare e a non fare del sogno il tuo padrone;
Se riesci a pensare e a non fare del pensiero il tuo scopo;
Se riesci a far fronte al Trionfo e alla Rovina
E trattare allo stesso modo quei due impostori;
Se riesci a sopportare di udire la verità che hai detto
Distorta da furfanti per ingannare gli sciocchi
O a contemplare le cose cui hai dedicato la vita, infrante,
E piegarti a ricostruirle con strumenti logori;

Se riesci a fare un mucchio di tutte le tue vincite
E rischiarle in un colpo solo a testa e croce,
E perdere e ricominciare di nuovo dal principio
E non dire una parola sulla perdita;
Se riesci a costringere cuore, tendini e nervi
A servire al tuo scopo quando sono da tempo sfiniti,
E a tener duro quando in te non resta altro
Tranne la Volontà che dice loro: “Tieni duro!”.

Se riesci a parlare con la folla e a conservare la tua virtù,
E a camminare con i Re senza perdere il contatto con la gente,
Se non riesce a ferirti il nemico né l’amico più caro,
Se tutti contano per te, ma nessuno troppo;
Se riesci a occupare il minuto inesorabile
Dando valore a ogni minuto che passa,
Tua è la Terra e tutto ciò che è in essa,
E – quel che è di più – sei un Uomo, figlio mio!

(Rudyard Kipling)

 

Fai bei sogni

Fai bei sogni è la storia di un segreto celato in una busta per quarant’anni. La storia di un bambino, e poi di un adulto, che imparerà ad affrontare il dolore più grande, la perdita della mamma, e il mostro più insidioso: il timore di vivere. “Fai bei sogni” è dedicato a quelli che nella vita hanno perso qualcosa. Un amore, un lavoro, un tesoro. E rifiutandosi di accettare la realtà, finiscono per smarrire se stessi. Come il protagonista di questo romanzo. Uno che cammina sulle punte dei piedi e a testa bassa perché il cielo lo spaventa, e anche la terra. “Fai bei sogni” è soprattutto un libro sulla verità e sulla paura di conoscerla. Immergendosi nella sofferenza e superandola, ci ricorda come sia sempre possibile buttarsi alle spalle la sfiducia per andare al di là dei nostri limiti. Massimo Gramellini ha raccolto gli slanci e le ferite di una vita priva del suo appiglio più solido. Una lotta incessante contro la solitudine, l’inadeguatezza e il senso di abbandono, raccontata con passione e delicata ironia. Il sofferto traguardo sarà la conquista dell’amore e di un’esistenza piena e autentica, che consentirà finalmente al protagonista di tenere i piedi per terra senza smettere di alzare gli occhi al cielo. (tratto dalla copertina)

La resilienza, il Belfagor della rimozione, la verità ed il momento per dirla, il potere catartico e curativo della scrittura, la compassione ed il perdono: tutto in un solo libro, tra una lacrima ed un sorriso. Nulla vale per comprendere l’Uomo come l’ascolto di una vita vissuta, profondamente ed umanamente espressa, mentre si pone quelle domande esistenziali che ci accomunano tutti e da cui spesso, troppo spesso, fuggiamo. L’ho letto quando era uscito dalle stampe da appena un giorno, come quei doni che s’attendono non sai quando e non sai come, ma che prima o poi vedono la luce. Altro non sono che quella voce che risuona in ognuno di noi, come un canto di cui conosciamo la melodia ma non le parole, ma che sappiamo esistere. Da qualche parte, per bocca di qualcuno, che ha il talento e la forza per condividerle.

Qui la videointervista andata in onda a “Che tempo che fa” il 4 marzo.

counseling grafologico

Counseling grafologico

Un colloquio. Un colloquio di lavoro. Si gioca forse il futuro.
“Mi parli di Lei”.
“Mi descriva i suoi pregi ed i suoi difetti”.
“Come si immagina da qui a 5 anni”?
Sono alcune delle classiche domande volte a saggiare in profondità le caratteristiche distintive del candidato e non ultimo a valutare il suo grado di consapevolezza e maturità.

Come e cosa rispondere?

La figura del consulente grafologo prende sempre più piede durante la fase di selezione dei candidati (link articolo Corriere della sera) per valutare con chi programmare un colloquio dopo aver acquisito le informazioni di base dal curriculum vitae, offrendo l’opportunità alle aziende di gestire al meglio il tempo dedicato alle nuove assunzioni con un metodo a basso costo. Il lavoro del professionista grafologo riesce infatti ad enucleare le aree di forza e di miglioramento (capacità di leadership, di lavorare in team, flessibilità, orientamento al cliente, organizzazione, creatività, resistenza allo stress, capacità di sintesi/analisi etc.), ovvero le qualità che fanno di quella persona la persona giusta nel posto giusto, stilando un breve profilo riferito alla posizione in questione mettendo in luce attitudini, motivazioni e bisogni sottesi.

Il raggio d’azione del consulente esperto in grafologia aziendale non si ferma alla selezione del personale o alla ricollocazione di risorse dopo ristrutturazioni aziendali, ma si rivolge anche al singolo, come orientamento professionale e per l’elaborazione di possibili piani di carriera. Il counseling grafologico può infatti divenire un utile alleato anche per chi è in cerca di impiego o per chi si vuole riposizionare nel mercato del lavoro con cognizione di causa.
Grazie ad un breve percorso di counseling grafologico potrai pertanto acquisire maggior lucidità sulle tue qualità e le motivazioni che le determinano, sulle potenzialità in nuce e non ancora espresse, accompagnandoti nel trovare le parole per dirlo, indispensabili per redigere una tua short story efficace, autentica e consapevole.

A parità di formazione e di CV professionali, ciò che può veramente costituire la differenza e far ottenere un determinato posto di lavoro è il grado e la qualità della propria motivazione. – Madelaine Blanquefort D’Anglards

La nostra paura più profonda

La nostra paura più profonda non è di essere inadeguati.
La nostra paura più profonda, è di essere potenti oltre ogni limite.
E’ la nostra luce, non la nostra ombra, a spaventarci di più.
Ci domandiamo: “Chi sono io per essere brillante, pieno di talento, favoloso?”
In realtà chi sei tu per non esserlo?
Il nostro giocare in piccolo, non serve al mondo.
Non c’è nulla di illuminato nello sminuire se stessi cosicchè gli altri si sentano sicuri intorno a noi.
Siamo tutti nati per risplendere, come fanno i bambini.
Siamo nati per rendere manifesto ciò che è dentro di noi.
Non solo in alcuni di noi. In ognuno di noi.
E’ come se dentro di noi ci fosse un grande diamante con mille facce: alcune sembrano risplendere più di altre e ogni persona possiede, nel suo petto, un fulgido diamante con mille facce luminose.
Il diamante è perfetto, senza la minima incrinatura.
La sola differenza con gli uomini è il numero di facce che la nostra anima ha reso brillanti e luminose.
Ogni diamante è diverso e ognuno è perfetto.
E quando permettiamo alla nostra luce di risplendere, inconsapevolmente,
diamo agli altri la possibilità di fare lo stesso.

– Marianne Williamson, citata da Nelson Mandela, durante il suo discorso di investitura a presidente, 1994.

Mano che scrive

La storia della matita

Il bambino guardava la nonna scrivere una lettera.
Ad un certo punto, chiese: “Stai scrivendo una storia su di noi? E’ per caso una storia su di me?”.
La nonna smise di scrivere, sorrise e disse al nipote: “In effetti, sto scrivendo su di te. Tuttavia, più importante delle parole, è la matita che sto usando. Mi piacerebbe che tu fossi come lei, quando sarai grande.”
Il bimbo osservò la matita, incuriosito e non vide niente di speciale.
“Ma è identica a tutte le matite che ho visto in vita mia!”.
“Tutto dipende dal modo in cui guardi le cose. Ci sono 5 qualità in essa che, se tu riuscirai a mantenere, faranno sempre di te un uomo in pace con il mondo.
Prima qualità: tu puoi fare grandi cose, ma non devi mai dimenticare che esiste una mano che guida i tuoi passi: questa mano noi la chiamiamo Dio e Lui ti dovrà sempre indirizzare verso la Sua volontà.
Seconda qualità: di quando in quando io devo interrompere ciò che sto scrivendo ed usare il temperino. Questo fa sì che la matita soffra un poco, ma alla fine essa sarà più affilata. Pertanto, sappi sopportare un po’ di dolore, perché ciò ti renderà una persona migliore.
Terza qualità: la matita ci permette sempre d’usare una gomma per cancellare gli sbagli. Capisci che correggere qualcosa che abbiamo fatto non è necessariamente un male, ma qualcosa di fondamentale per mantenerci sulla retta via.
Quarta qualità: ciò che è davvero importante nella matita non è il legno o la forma esteriore, ma la grafite che è all’interno. Dunque fai sempre attenzione a quello che succede dentro di te.
Infine la quinta qualità della matita: lascia sempre un segno. Ugualmente, sappi che tutto ciò che farai nella vita lascerà tracce e cerca d’essere conscio d’ ogni singola azione.

– Paulo Coelho

Pas_persone_altamente_sensibili

PAS persone altamente sensibili

Pas: Persone Altamente Sensibili, un acronimo per spiegare un tratto della personalità che condivide all’incirca il …

Covid-19 asta

20 marzo 2020 (covid-19)

Questo ti voglio dire ci dovevamo fermare. Lo sapevamo. Lo sentivamo tutti ch’era troppo furioso il nostro fare. Stare …

benefici della scrittura

I 20 benefici della scrittura

Desiderate scoprire come mai disegnare una mappa mentale stimoli di più la memoria, piuttosto che utilizzare un software …