Mese: Gennaio 2011

Giornata della Memoria

Mai dimenticherò quella notte, la prima notte nel campo, che ha fatto della mia vita una lunga notte e per sette volte sprangata.
Mai dimenticherò quel fumo.
Mai dimenticherò i piccoli volti dei bambini di cui avevo visto i corpi trasformarsi in volute di fumo sotto un cielo muto.
Mai dimenticherò quelle fiamme che bruciarono per sempre la mia Fede.
Mai dimenticherò quel silenzio notturno che mi ha tolto per l’eternità il desiderio di vivere.
Mai dimenticherò quegli istanti che assassinarono il mio Dio e la mia anima, e i miei sogni, che presero il volto del deserto.
Mai dimenticherò tutto ciò, anche se fossi condannato a vivere quanto Dio stesso. Mai.

Elie Wiesel, La notte, La Giuntina, Firenze 1980

Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d’inverno.
Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi.

Primo Levi, Se questo è un uomo, 1947

Tutti noi, sopravvissuti per cento, mille casi fortuiti, o miracoli divini – non importa come li si chiami – lo sappiamo bene e possiamo dirlo tranquillamente: i migliori non sono ritornati. – Viktor E. Frankl

Meditazione

La mindfulness cambia la struttura cerebrale

Uno studio in pubblicazione su Psychiatry Research: Neuroimaging dimostra come la Meditazione Mindfulness alteri la struttura cerebrale in sole 8 settimane di pratica. Lo studio dimostra come aumenti la densità della materia grigia nelle zone deputate alla memoria e all’apprendimento, all’ empatia, alla consapevolezza, all’introspezione e allo stress.

I 16 partecipanti alla ricerca (con relativo gruppo di controllo) hanno seguito un training che includeva incontri settimanali oltre a registrazioni audio guidate per la pratica quotidiana. Inoltre era loro richiesto di tenere un diario dove appuntare quanto applicassero la meditazione quotidianamente (media di 27 min. cadauno) e di rispondere a un “questionario mindfullness” relativo ai miglioramenti avvertiti. Sottoponendo i partecipanti a misurazioni diagnostiche (risonanza magnetica) prima e dopo il trattamento i ricercatori del Massachusetts General Hospital (MGH) hanno così evidenziato come gli effetti benefici della Mindfulness-Based Stress Reduction (MBSR) non siano unicamente da ricondurre alla sensazione di rilassamento/quiete interiore e ai cambiamenti cognitivi e psicologici soggettivamente percepiti, ma a misurabili modificazioni della struttura cerebrale.

E’ affascinante osservare la plasticità del cervello di cui possiamo essere parte attiva e come praticare la meditazione possa realmente migliorare il benessere e la qualità della vita! Inoltre può essere implementata nel trattamento di svariate problematiche (riduzione dello stress e disturbo post-traumatico) attualmente allo studio per comprenderne i meccanismi sottostanti a lungo termine. E’ da sottolineare infatti come le conseguenze dello stress non possano essere superate in sole 8 settimane di pratica ma come l’utilizzo della meditazione apra la porta a nuovi metodi di prevenzione, aspetto che l’oriente da tempi immemori insegna.

Gli esseri umani hanno una profonda potenzialità interiore di guarigione e di vivere la loro vita con più saggezza, più equilibrio e più felicità. “Jon Kabat-Zinn”

Fonti

1.

Hölzel BK1, Carmody J, Vangel M, Congleton C, Yerramsetti SM, Gard T, Lazar SW. Mindfulness practice leads to increases in regional brain gray matter density. Psychiatry Res. 2011 Jan 30;191(1):36-43. PMID: 21071182. [PubMed] [Read by QxMD]

Materiale per l’analisi grafologica

grafologiaL’analisi grafologica richiede una lettera manoscritta recente, meglio se accompagnata da ulteriore documentazione vergata in precendenza. In particolare per gli adolescenti è imprudente la valutazione svolta su un unico documento del momento, è preferibile  per il grafologo avere a disposizione lo sviluppo della grafia dai 10 anni in poi, anche attraverso semplici fogli di quaderni scolastici. La scrittura deve essere in originale, infatti fax, fotocopie e scannerizzazioni ne alterano il tratto e non permettono al grafologo la valutazione della pressione. Il saggio, di 10/15 righe almeno, deve essere eseguito su foglio di carta non rigata (A4), scritto spontaneamente (né sotto dettatura, né copiatura, né a memoria), e completo di firma e data. Le scelte del mezzo scrittorio possono essere varie: purtroppo l’utilizzo della penna stilografica è ormai in disuso (strumento che permetteva di cogliere al meglio le sfumature ed i chiaroscuri) ed è comune l’uso della penna a sfera, o biro, che consente comunque di svolgere una buona valutazione dello scritto. E’ invece sconsigliato l’uso del feltro e del pennerello, che diventa una complicazione per il grafologo, uniformando il tratto e rendendo quasi impalpabili le sottili differenze di pressione. In questo caso diventa comunque utile domandare allo scrivente se lo usi abitualmente  e la risposta, se affermativa, si rivela di per sè indicativa: “Se pensiamo in termini di sensibilità – quasi artistica – appare chiaro che amare un tratto pastoso e quasi pesante, come quello che propone il pennerello grosso, evochi una sensorialità che fa corpo con l’atto scrittorio, e la penna si apparenta allora alla pennellata del pittore”. ( Nicole Boille, 2006). La stessa scelta del colore non è mai casuale: la penna “blu” o “nera” racchiude un significato di cui possiamo trovare risposta nel simbolismo dei colori.

Sarà necessario inoltre allegare l’indicazione del sesso dello scrivente, età, livello di studi e culturale, eventuale mancinismo e attuale professione oltre alla comunicazione di malattie  organiche accertate, anche se lievi, in quanto possono alterare il gesto grafico.

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