
La voce degli Dei
– D. Bignardi:
Cos’è la voce degli Dei?
– M. Gramellini:
E’ un concetto di Jung, molto bello: la voce degli Dei è l’intuizione. Noi pensiamo che la vita sia fatta soltanto di cervello e di processi razionali, causa ed effetto: purtroppo il cervello è molto limitato, non arriva a tutto. Quello che arriva al fondo delle cose è l’intuizione: l’intuizione è quel muscoletto interiore che tutti abbiamo e che ci dice sempre la verità. Il problema è che non lo ascoltiamo quasi mai. Perchè? Perchè per ascoltarlo bisogna fare silenzio, bisogna mettersi in una stanza buia, chiudere gli occhi ed ascoltare il battito del proprio cuore. Allora improvvisamente sentirai quella voce, che non ti tradisce mai; ti dirà sempre quale è la scelta giusta da fare in amore, nel lavoro, in qualunque cosa della vita. Noi però abbiamo talmente paura di sentire quella voce che la stordiamo in tutti i modi… […] Abbiamo distrutto il silenzio, perchè ne abbiamo terrore. Invece il silenzio è una cosa fondamentale… Lo dice un chiaccherone come me. Perchè quando taci e quando fai silenzio dentro di te senti quella voce lì. Ed è la voce che ti dovrebbe guidare nella vita. E’ quello che io auguro a tutti.
Le invasioni barbariche – 6 Febbraio 2013
2 Commenti
Mi ci ritrovo in pieno con questo pensiero di Massimo Gramellini. Sono straconvinta che questo dio-intuizione mi ha aiutata e mi aiuta nelle mie scelte, ne custodisco le prove e ci credo fermamente. Detto questo, vorrei aggiungere la mia costatazione personale che, seguendo questa voce interiore, che mi guida e mi fa vedere più in profondità, mi sento isolata dalla massa, dai più, e nel dire genuinamente quello che penso a chi ho intorno, questo passo, non viene spesso accettato dagli altri, anzi!
“Ascoltarsi” è sempre stato problematico, anche perché nessuno ce lo insegna, né a casa, né tantomeno a scuola. Quando riusciamo a sentire lo spirito guida, viviamo un’esperienza al limite del mistico. Qualcosa in noi cambia, non sappiamo cosa, ma egualmente avvertiamo una modifica nei nostri parametri esistenziali. Le scelte diventano un esercizio di pura logica interiore e noi ci sentiamo meglio, ma quando tentiamo di verbalizzare ciò che abbiamo vissuto, la gente non ci capisce. Lo so perché anch’io ho sperimentato questa reazione. Alla fine ho compreso che mi stavo evolvendo in qualcosa quantomeno di diverso e l’ho accettato…:-)))
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