Mese: Agosto 2008

I bambini balbuzienti e il bullismo

I bambini che balbettano hanno una vulnerabilità maggiore ad atti di bullismo da parte dei coetanei, e di essere rifiutati nell’ambiente sociale. Per ovviare a questo rischio utilizzano strategie di coping prevalentemente orientate all’omologazione, scegliendo di stare dentro il gruppo e non assumendo ruoli di leader-ship. Nell’immaginario dei loro coetanei vengono considerati come categorie “bisognose di aiuto”. (Davis, Howell and Cooke, 2002)
Diversi studi affermano che essere vittima di episodi di bullismo influisce sullo stato generale di salute e può causare effetti avversi nella costruzione della personalità come scarsa autostima, insicurezza, riduzione nel rendimento scolastico, inasprire la sensazione di rifiuto sociale, depressione e chiusura in se stessi. Sicuramente eccessivo imbarazzo riguardo alle proprie personali differenze che inevitabilmente disegnano un individuo diverso dall’altro, unico.
Per i bambini che balbettano, gli effetti negativi possono comportare anche aumento della balbuzie, incremento dei comportamenti di evitamento, ansia, emozioni e pensieri negativi su di sè e ridurre i progressi nel trattamento della disfluenza (Langevin, 2000; Murphy, 2000).
I piccoli balbuzienti devono affrontare maggiori sfide dei normofluenti per affrontare gli episodi di bullismo, qualsiasi protesta mettano in atto può includere la balbuzie, il che può innescare un circolo vizioso di prese in giro e sentimenti di impotenza e solitudine.
All’incirca il 60% dei bambini che balbettano ha subito la dolorosa esperienza di essere vittima di atti di bullismo da parte dei coetanei ed il 56% di loro almeno una volta a settimana.
Risulta pertanto necessario implementare politiche di integrazione e di controllo del fenomeno attuando interventi anti-bullismo nelle scuole, in particolare rivolti al gruppo-classe, e promuovere una maggior conoscenza e sensibilizzazione al disturbo.

Il ritorno a scuola del bambino balbuziente

Spesso la ripresa dell’attività scolastica fa tornare alla ribalta problematiche che sembravano sopite. Accade di sovente che la balbuzie del bambino migliori durante i mesi estivi, grazie alla minor pressione comunicativa e alla conseguente riduzione dello stress. Sappiamo infatti che balbuzie e stress sono concatenati, agiscono come un circolo vizioso che si autoalimenta.
Con il ritorno a scuola a volte la balbuzie manifesta un picco che delude i piccoli e i loro genitori, immersi nella speranza di una definitiva risoluzione di questa complessa sindrome del linguaggio.
Essere interrogati di fronte ai compagni di classe, intervenire, porre domande o peggio ancora dover leggere attendendo il proprio turno diventano fonti di vera sofferenza per l’alunno affetto da balbuzie conclamata. Può capitare che il bimbo rimanga in silenzio pur sapendo la risposta, che dica un risultato di un’operazione matematica per un altro (sostituzione della parola in cui percepisce l’arrivo del blocco), che eviti il momento dell’interrogazione chiedendo di uscire dall’aula con una scusa, pur conoscendo perfettamente la lezione … Rischiando così di sembrare agli occhi dell’insegnante diverso da ciò che è. Anzi, è frequente che i bambini balbuzienti siano particolarmente studiosi e precisi. Purtroppo non possiedono le armi adatte per poterlo dimostrare.
Se il bambino/adolescente balbuziente diventa anche vittima di prese in giro, delle risate di scherno dei compagni è quantomeno probabile che nel tempo manifesti comportamenti di chiusura, di evitamento delle situazioni temute o scoppi di aggressività/pianto che esprimono prepotentemente emozioni di ribellione e richiesta d’aiuto.
E’ comune ritenere che una sorta di timidezza caratteriale sia il fattore scatenante della balbuzie quando ne è semmai una diretta conseguenza.

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