Mese: Settembre 2009

Una favola sulla balbuzie

favola balbuzie per bambini

Come sensibilizzare alla balbuzie un gruppo classe? Come spiegare cosa significa balbettare con linguaggio semplice e nel contempo appropriato? Come aiutare un bimbo a comprendere ed essere compreso? Paola Viezzer, educatrice psicomotricista, ha trovato le parole per dirlo usando la favola come metafora per rivolgersi a bambini dai 7 ai 10 anni. Il libro (Siamo speciali: storie per aiutare i bambini a capire alcune diversità, Edizioni Erickson) aiuta l’insegnante o il genitore ad affrontare temi delicati come la balbuzie, l’epilessia, l’enuresi, l’iperattività. Dieci brevi racconti per dieci differenti problemi, che possono essere letti come favola della buonanotte o a scuola come attività di prevenzione al bullismo, stimolando i bambini, fin da piccoli, alla diversità e alla solidarietà.

Balbuzie a 3 anni … Che fare?

asilo-balbuzie

Con la ripresa della scuola materna ricevo molte mail come questa, così ho deciso di affrontare l’argomento in un articolo per chiarire le idee ed offrire una prima risposta al problema.

E’ importante contenere l’allarmismo e gestire l’ansia anche se purtroppo non esiste una metodologia che permetta di stabilire un’attendibile previsione futura. E’ possibile soltanto fornire delle indicazioni di massima, che NON hanno il potere della certezza. Allo stato attuale delle ricerche, possiamo parlare soltanto di stima indicativa dei fattori di rischio e di protezione per lo sviluppo di una balbuzie cronica.
Guardando all’intero gruppo di bambini che balbettano in età prescolare, circa il 75% di loro avrà un naturale recupero da 1 a 4 anni dalla comparsa della disfluenza (Yairi & Ambrose,1999, 2004); la questione seguente resta, come determinare chi cade in questo gruppo e chi continuerà a balbettare?
  • Circa il 5% dei bambini (maschi e femmine in egual misura) in età prescolare avrà problemi di balbuzie per un certo periodo
  • Il 75% di loro avrà un recupero spontaneo
  • Dopo 2 anni dall’esordio la possibilità di recupero spontaneo è del 47%
  • Dopo 3 anni del 16%
  • Dopo 4 del 5%
Un fattore di predizione per un possibile recupero spontaneo è il genere sessuale:
MASCHI
  • CIRCA IL 25% avrà un recupero spontaneo dopo 2 anni dall’esordio
  • 50% avrà ancora un r.s. in tempi successivi
  • 25% svilupperà una balbuzie cronica
FEMMINE
  • 45% avrà un recupero spontaneo dopo 2 anni dall’esordio
  • 40% avrà ancora un r.s. in tempi successivi
  • 15% svilupperà una balbuzie cronica
= LE FEMMINE HANNO PIU’ POSSIBILITA’ DI RECUPERO RISPETTO AI MASCHI
Un altro indicatore più preciso è la storia familiare (Ambrose et al., 1997). Un bambino che proviene da una famiglia con una storia di più individui che balbettano nell’età adulta ha una percentuale più alta di probabilità di balbuzie persistente, mentre una storia familiare di recupero spontaneo precoce o nessuna storia familiare di balbuzie può indicare una scomparsa del disturbo. E’ da tenere presente che un considerevole numero di famiglie con bambini che balbettano riferiscono di non essere a conoscenza di una storia di balbuzie familiare. Ci possono essere due ragioni : primo, possono esistere casi di balbuzie nelle passate generazioni che nessuno ricorda; secondo, al giorno d’oggi le famiglie sono nucleari e sovente di piccole dimensioni. Quando le famiglie hanno solo uno o due figli ovviamente la balbuzie ha molte meno probabilità di manifestarsi.
In aggiunta al genere sessuale e alla storia familiare le caratteristiche della disfluenza hanno una relazione con l’esito futuro. Coloro che non hanno manifestato una decisa diminuzione dei blocchi e delle ripetizioni a un anno, un’anno e mezzo dall’esordio hanno probabilità più elevate di far parte del gruppo dei balbuzienti cronici. Certamente la balbuzie in età prescolare può variare in intensità secondo i periodi, i bambini possono balbettare severamente per qualche settimana e poi migliorare drasticamente per poi ritornare nuovamente al livello precedente. Coloro che smettono, comunque, manifestano una complessiva tendenza alla diminuzione e picchi di balbuzie molto severa risultano pressochè assenti. Esiste anche il caso di bambini che continuano a balbettare mantenendo costantemente un basso livello di gravità, senza però mai mostrare periodi di remissione. Fermo restando che, come dice bene Bernstein Ratner (1997) , “conoscere le probabilità non può pronosticare il futuro”.
Ad ogni buon conto invito i genitori a leggere il seguente articolo (Consigli ai genitori), con indicazioni utili per bambini di qualsiasi età.
Resta inteso che la lettura di questi approfondimenti non sostituisce in alcuna maniera l’incontro con una figura professionale adeguatamente formata ad affrontare queste tematiche. La circolarità del dialogo permetterà chiarimenti e riflessioni che la parola scritta altrimenti blocca ed impedisce.

 

 

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