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Balbuzie e tecniche di induzione della fluenza

Uno studio recente (G.J. Snyder et al., Perceptual and Motor Skills, 2009) ha svelato un alternativo metodo di induzione della fluenza che dischiude nuove opportunità sia sul versante della cura della balbuzie che nella quotidianità delle persone che balbettano.
La ricerca è stata effettuata su un campione composto da 8 adulti balbuzienti, la maggioranza dei quali presentavano ricadute nel disturbo dopo i trattamenti.
I partecipanti sono stati invitati a leggere al telefono un testo prestabilito, in due diverse condizioni: nella prima era previsto che durante la lettura i soggetti non utilizzassero nessuna tecnica mentre nella seconda erano istruiti ad eseguire il compito sentendo la cartilagine tiroidea (pomo d’Adamo) vibrare, appoggiandovi sopra il dito indice e pollice (nello specifico, dovevano estendere il dito indice a 90° dal pollice, ponendoli delicatamente sulla gola fino a percepirne le vibrazioni).
Tutte le telefonate sono state effettuate tramite Skype e registrate su file audio. Le riproduzioni sono state successivamente analizzate ed in particolare contate il numero di sillabe balbettate. Il risultato è sorprendente: con l’ utilizzo del feedback vibro-tattile è stata riscontrata in media una diminuzione dei blocchi del 72%.

Mentre il meccanismo sotteso al fenomeno resta sconosciuto e sono necessari ulteriori approfondimenti per indagarne le possibili implicazioni terapeutiche, sembra invece risultare un’ efficace strategia compensatoria per quelle occasioni che non comportano un’interazione faccia a faccia, come nei dialoghi telefonici, fonte di ansia per molte persone che balbettano.

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