Mese: Febbraio 2009

Balbuzie e bilinguismo: una questione ancora aperta

Nella società contemporanea il bilinguismo costituisce un innegabile vantaggio e le recenti pubblicazioni in merito hanno creato apprensione tra i genitori: uno studio di Howell et al. affermava infatti come apprendere due lingue durante l’età prescolare aumentasse il rischio di sviluppare il disturbo di balbuzie diminuendo, in contemporanea, la possibilità di una sua risoluzione spontanea.
Un articolo successivo (A. Packman, M. Onslow, S. Reilly, J. Attanasio,R. Shenker, Arch Dis Child March 2009 Vol 94 No 3 ) rifiuta le conclusioni raggiunte dal suddetto progetto di ricerca, in quanto l’ indagine statistica sembra sia stata effettuata su una popolazione di bambini bilingue di una coorte clinica, invalidandone pertanto i risultati.
Gli autori della rettifica suggeriscono invece che il metodo corretto per indagare una possibile correlazione tra balbuzie e bilinguismo sia effettuando uno studio epidemiologico.

In attesa di ulteriori conferme o smentite, ci sentiamo in dovere di invitare alla cautela, contenendo l’allarmismo a fronte di notizie che devono ancora superare il vaglio della comunità scientifica internazionale.

Perche’ quando si canta non compare la balbuzie?

balbuzie cantoSolo fino a pochi anni fa la balbuzie era ancora avvolta da un alone di mistero.
Grazie a complesse tecniche di indagine diagnostica ed esplorativa non invasive, che hanno permesso di indagare zone del nostro corpo prima irraggiungibili, oggi è possibile fornire delle prime risposte a quesiti che lasciavano dubbiosi anche gli operatori del settore.
Tutte le persone che balbettano sanno che durante il canto riescono a modulare la propria voce fluentemente, senza sforzo alcuno, esattamente come accade durante la lettura all’unisono.
Come noto, le zone cerebrali deputate alla produzione del parlato sono posizionate nell’emisfero sinistro del cervello, mentre i risultati delle recenti ricerche (Jeffries, Fritz, Braun – Neuroreport, Brain Imaging, 2003) ci dimostrano che la generazione delle parole durante il canto è associata ad un’attivazione di aree dell’emisfero destro che non corrispondono ad aree omologhe controlaterali; questi risultati suggeriscono che multipli networks neuronali sono coinvolti nel meccanismo della produzione del canto.
La maggiore attivazione dell’emisfero destro ci spiega gli effetti di evocazione della fluenza durante il canto in disordini come l’afasia e la balbuzie e supporta la teoria di una concausa neurologica nella genesi e nell’andamento di tale disturbo, spiegandoci perchè cantando scompaiano i blocchi che restano invece udibili nel parlato comune.
Pur restando necessarie ulteriori conferme, la ricerca continua a rispondere scientificamente agli interrogativi che finora hanno accompagnato la balbuzie, spesso scartando la causa psicologica tra i complessi fenomeni che la contraddistinguono.

 

Non si balbetta nè per timidezza, nè per emotività. Le ragioni sono svariate e complesse ma non sono primariamente di natura psicologica. Come già spiegato in altri articoli, il disagio emotivo è semmai una ripercussione della balbuzie.

Fonti

1.

Jeffries KJ, Fritz JB, Braun AR. Words in melody: an H(2)15O PET study of brain activation during singing and speaking. Neuroreport. 2003 Apr 15;14(5):749-54. PMID: 12692476. [PubMed] [Read by QxMD]

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