Mese: Marzo 2010

scritture grafologia

Ambiti della grafologia

La grafologia è una scienza antica, che interessò addirittura Aristotele, ma è soltanto dagli inizi del 900 che studiosi europei lavorarono per conferirle assetto scientifico sistematizzando la tecnica con analisi e verifiche continue, superando la mera valutazione estetica che la contraddistinse agli esordi, quando veniva  utilizzata come divertissement nei salotti letterari.

Ancor oggi molti la confondono con altre pratiche, conferendole false capacità divinatorie quando invece in Francia è consueto il suo utilizzo in selezione del personale in azienda.

AREA RISORSE UMANE :

L’analisi grafologica può offrire una risorsa in più ed a basso costo in selezione del personale e/o ricollocazione, sia per l’azienda che per il libero professionista, per inserire “la persona giusta nel posto giusto”. (un approfondimento)

ORIENTAMENTO:

L’analisi della scrittura permette di evidenziare le attitudini dello studente per meglio orientare la sua carriera scolastica. Spesso l’amore per una professione non comporta come conseguenza le capacità necessarie al suo svolgimento. La grafologia diventa così un utile strumento per evitare errori nella carrriera scolastica e diminiure il tasso di abbandono universitario. E’ intrinseco che non può prevedere le professioni in particolare, ma soltanto fornire indicazioni di massima su quelle che sono le caratteristiche di base.

ANALISI GENERICA:

Attraverso lo studio della grafia è possibile stilare un profilo che metta in luce le attitudini dello scrivente, il suo modo di porsi nel mondo e di affrontare i problemi, offrendo spunti ed occasioni di crescita. (modalità dell’analisi sulla scrittura)

GRAFOLOGIA DI COPPIA:

La grafologia può essere utilizzata in diversi ambiti, non ultimo nell’analisi della complessa dinamica delle relazioni affettive. Qui un articolo specifico sul tema.

RIEDUCAZIONE DEL GESTO GRAFICO:

Ulteriore specializzazione del grafologo che ha ultimato i suoi studi triennali. L’utilizzo del computer, delle consolle per giocare, la poca esercitazione alla scrittura, una scorretta presa della penna, una postura inadeguata… Sono tanti i motivi che possono rendere una scrittura illegibile, maldestra, rigida. Un precoce intervento educativo può risolvere ciò che altrimenti può sclerotizzarsi e diventare un problema sia nell’ambito scolastico che interpersonale.


Il grafologo può successivamente specializzarsi in ambito PERITALE e collaborare con tribunali ed avvocati  svolgendo perizie calligrafiche, atte a valutare l’autenticità o meno di firme o di documenti vergati a mano, nonchè valutazioni comparative sugli scritti anonimi.

Per Info: PERIZIE SU SCRITTURE


La balbuzie e la sua evoluzione

fasi balbuzie

Fase 1

Nel periodo prescolare, dai 2 ai 6 anni, si manifestano la maggioranza dei casi di balbuzie che poi regrediscono nel tempo, e solitamente si presentano 6 caratteristiche principali:

  • Il disturbo ha la tendenza ad essere episodico
  • Il bambino balbetta di più quando è eccitato o nervoso, quando deve dire qualcosa di molto importante o in altre condizioni di pressione comunicativa.
  • Il sintomo dominante è la ripetizione, spesso viene ripetuta la parola per intero, specialmente quelle monosillabiche.
  • Vi è una tendenza marcata a balbettare ad inizio frase.
  • Al contrario di ciò che accade negli stadi più avanzati è caratteristico che il balbettio avvenga non solo sulle parole di contenuto ma anche in quelle di funzione: pronomi, congiunzioni, articoli, preposizioni.
  • Di solito i bambini di quest’età dimostrano poca o nessuna consapevolezza del problema.

Fase 2

Questo stadio può apparire di rado dai 4 anni – di solito è più tardivo – e raramente è ancora presente in età adulta.
  • Il disordine è essenzialmente cronico, vi sono pochi intervalli di totale fluenza.
  • Il bambino si considera una persona che balbetta.
  • La balbuzie si manifesta nelle parti principali del discorso: nomi, avverbi, aggettivi e verbi. Vi è meno la tendenza del balbettio solo ad inizio frase e la parola non viene più ripetuta per intero.
  • Sebbene il bambino abbia la concezione di sè come persona che balbetta non ne ha ancora maturato una reale consapevolezza. Non sostituisce i vocaboli, non ha la percezione dell’arrivo del blocco, non mette in atto azioni di evitamento.
  • La balbuzie aumenta in condizioni di eccitazione o quando deve parlare velocemente.
Fase 3
Fase che si manifesta dagli 8 anni fino all’età adulta, e’ più frequente durante la tarda infanzia e l’inizio dell’adolescenza.
  • La balbuzie è variabile, intermittente. Va e viene secondo le situazioni. (difficoltà nel parlare davanti a tutta la classe, nel parlare agli sconosciuti, nel fare acquisti nei negozi, nell’uso del telefono)
  • Certe parole o suoni sono considerati più difficili di altri.
  • Inizia, in vario grado, l’utilizzo di meccanismi di compensazione: sostituzioni di parole e circonlocuzioni. La strategia è ancora saltuaria o usata soltanto in specifiche situazioni stressanti.
  • Essenzialmente non è ancora presente in maniera massiccia l’evitamento delle situazioni, l’imbarazzo e la paura.
Fase 4
Fase tipica della tarda adolescenza e dell’età adulta, anche se è stata riscontrata anche in bambini di 10 anni. La caratteristica distintiva è la reazione emozionale in virtù della quale la balbuzie diventa un serio problema personale.
  • Vivide anticipazioni del blocco .
  • Timore di specifiche parole, suoni e situazioni.
  • Frequente sostituzioni di vocaboli e circonlocuzioni.
  • Evitamento di situazioni in cui si deve parlare ed altre evidenze di paura ed imbarazzo.
Le persone che balbettano che hanno raggiunto questa fase possono diventare acutamente consapevoli della reazione che incutono negli altri e può capitare che esagerino o malinterpretino le suddette reazioni a causa della vergogna che provano. Le esperienze negative, come le prese in giro e gli scherzi, li rendono spesso così vulnerabili  da ritrarsi nel discutere il loro problema con chicchessia, negandone l’evidenza con complicate strategie. Tutti questi atteggiamenti a volte portano ad impedire una normale e spontanea costruzione di relazioni sociali, relegando chi balbetta nell’isolamento. Una maggiore conoscenza ed informazione attuata fin dall’infanzia potrebbe essere d’aiuto sia a chi balbetta, sia a chi è loro vicino. Per non sentirsi ed essere soli.
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