Mese: Aprile 2010

Empatia e meditazione

La neuroscienza ci spiega il Dalai Lama.

Quando noi consideriamo una realtà animata (animale o umana) da un punto di vista o da uno schema di riferimento puramente esterno, senza sforzarci di capirla dall’interno per via empatica, noi la riduciamo allo stato di oggetto.

– Carl Rogers

L’empatia non può più essere considerata una caratteristica innata e stabile, infatti uno studio del 2008 ci dimostra come possa essere insegnata attraverso la meditazione, rendendo gli individui più compassionevoli verso sentimenti e sensazioni altrui. Ricercatori presso l’università del Wisconsin per primi hanno utilizzato la risonanza magnetica funzionale (fMRI) per dimostrare che, grazie alle tecniche di meditazione, benevolenza e gentilezza possono essere  apprese con l’allenamento, esattamente come si impara a suonare uno strumento o giocare uno sport.

I 32 partecipanti alla ricerca vennero suddivisi in due gruppi così composti: 16 praticanti esperti di meditazione e 16 che avevano semplicemente ricevuto un training nelle due settimane precedenti l’esperimento. Ognuno di loro venne piazzato nello scanner con il compito di meditare o evitarlo, secondo le istruzioni ricevute; vennero sottoposti al suono di vocalizzazioni umane sia positive che negative o neutre ( un bambino che ride, una donna che urla e rumore di sottofondo in un ristorante), con lo scopo di valutare le loro eventuali risposte empatiche.
Lo studio dimostrò come i circuiti del cervello coinvolti nella percezione delle emozioni e sentimenti fossero drammaticamente più attivati nei meditatori esperti piuttosto che nei novizi e come l’intensità dell’attivazione fosse direttamente proporzionale alla profondità dello stato meditativo durante il compito previsto.
Sebbene siano necessari ulteriori studi prima che la meditazione possa essere validata in un contesto di trattamento, gli autori ritengono che la scoperta abbia importanti risvolti sia sociali che clinici, infatti potrebbe fornire un valido aiuto nella depressione, nella prevenzione al bullismo e nella regolazione delle emozioni negli adolescenti.
E’ possibile leggere l’articolo originale su PLoS ONE.

La compassione, l’altruismo, il buon cuore non sono unicamente nobili sentimenti di cui trae vantaggio il nostro prossimo. Sono stati mentali, condizioni mentali di cui beneficiamo anche noi stessi. Una persona altruista e compassionevole è in genere una donna o un uomo più felice, più sereno.

 

Quando siete coscienti delle vostre sofferenze e insoddisfazioni, ciò vi aiuta a sviluppare la vostra empatia, la capacità che vi permette di rapportarvi con sensibilità verso le sofferenze degli altri. Ciò aumenta la vostra capacità di provare compassione.

– Dalai Lama

Immagine di Chiarart

grafismo

Gli elementi del grafismo

L’ analisi della scrittura secondo la grafologia francese si struttura secondo un modello logico articolato in generi e specie. Spazio, forma, movimento e tratto sono i 4 generi che per primi vengono valutati nella loro reciproca dinamica, unica per ogni grafismo.

Spazio

L’elemento spazio si riferisce:

  • all’impostazione del testo nella pagina, inteso come atto sociale di presentazione di sè;
  • alla presa di possesso dello spazio in qualità di riflesso della natura profonda dello scrivente; la ripartizione delle masse bianche e nere ed i significati simbolici sottesi ci parleranno del dialogo tra conscio e inconscio e della natura profonda della persona.  A titolo di esempio valuteremo il bianco che intercorre tra le righe, tra le parole e tra le lettere, nonchè i margini destro e sinistro, la posizione della firma e dei paragrafi.

Forma

Comunica l’immagine di sè che un individuo esprime all’esterno, indicativa sia del suo modo di essere che delle sue aspirazioni. Un grafismo più o meno affrancato dal modello scolastico riflette le attitudini al conformismo, all’originalità, alla creatività. E’ necessario che si evolva in concomitanza allo sviluppo psicologico della persona senza dimenticare le regole apprese, pena il rischio di perdere in chiarezza e comprensibilità.

Le forme personali scelte ci parlano del punto di incontro tra l’ identità della persona e l’ambiente in cui vive. Suddivisione di base del genere forma è la distinzione tra forme calligrafiche, convenzionali o personalizzate, a cui si aggiungono 36 specie ca. ( es. gonfiata, confusa, filiforme, a colpo di frusta, ovoidale etc.)

Tratto

Innato e costituzionale, esprime gli aspetti più profondi della personalità. Informa sulla salute psichica e fisica della persona e sempre si deteriora in caso di dipendenze, di malattie organiche o psichiche. E’ un indice assai rilevante nelle perizie, in quanto riuscire a contraffarlo è praticamente impossibile.

Necessita di un’attenta analisi e viene studiato nei suoi elementi di appoggio, leggerezza, pastosità o nitidezza, curvinearità e rettilinearità, nonchè velocità o lentezza, a cui si aggiungono ulteriori indici più particolareggiati.

Movimento

E’ il “Motore” del gesto grafico, gli da slancio e vita. Nasce da un impulso del tutto inconsapevole, istintivo e spontaneo, è l’elemento più espressivo. Esso non può mai essere disgiunto dalla forma o dallo spazio altrimenti sarebbe un puro esercizio nell’aria. La qualità del movimento consiste nella capacità di padroneggiare i gesti spontanei al fine di stabilire un dialogo vitale tra impulso e controllo.

Quando il movimento dialoga in modo armonico con la forma, l’energia psichica messa in moto può tradursi in un processo evolutivo, visibile nel grafismo.

Forma e Movimento integrati producono sinergia tra le variabilità psichiche e attivano possibilità di rinnovamento interiore. (cit. Dizionario di Grafologia, Daniela Serrati, Lasergrafica Polver).

Alcuni tipi di movimento: barrato o sbarrato, dinamico, effervescente, fluttuante, immobile impennato, scorrevole, lanciato, vibrante, tumultuoso. Ognuno si caratterizza per specifici segni grafologici, con significati precisi che vanno valutati in correlazione agli altri aspetti del grafismo.

Qui di seguito un’infografica…. Cosa rivela la tua scrittura?

What Does Your Handwriting Say About You?

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