La balbuzie è come un iceberg
Ascoltiamo e dialoghiamo con calma. La nostra società si caratterizza per una forte pressione comunicativa, con un alto grado di richieste sociali e di spinta al “tutto e subito”. Credo possa fare bene ad ognuno di noi riacquistare dentro sé l’arte dell’attesa, ricordando sempre che SOLO AGENDO INSIEME, AGIAMO VERAMENTE.
Poco si conosce sull’esperienza di balbettare per chi ha più di 55 anni, anche se recenti ricerche hanno individuato che i comportamenti e le reazioni affettive e cognitive al balbettamento, tipiche dell’età giovanile, persistono anche in età più avanzata. Il pensiero comune avvalla la credenza che la balbuzie scompaia, o diminuisca drasticamente, superata l’età adolescenziale. Per una consistente percentuale di balbuzienti così non è, il disturbo permane e ciò che maggiormente contraddistingue chi è riuscito ad elaborarlo positivamente è una certa dose di accettazione.Uno studio qualitativo* effettuato su un campione di 11 balbuzienti (età media 70 anni) , di cui 8 uomini e 2 femmine, ha investigato tre macro aree:
*Bricker-Katz, Geraldine (Marzo 2009) ‘Older people who stutter: barriers to communication and perceptions of treatment needs’, International Journal of Language & Communication Disorders.
Una ricerca qualitativa , effettuata presso The City University of New York *, ha analizzato 365 email di un listserv americano sulla balbuzie, ed è emerso come internet possa essere un canale di sostegno reciproco e di mutamento a livello sociale. E’ difficile incontrare nella quotidianità altre persone che balbettano, così come è improbabile trovare altri luoghi, sebbene virtuali, dove poter esprimere le proprie emozioni con un così ampio contesto d’ascolto. Un posto dove poter condividere le discriminazioni, un posto dove iniziare quella che risulta spesso essere una evoluzione a tutto tondo della propria personalità. Scrivere e poter, di conseguenza, fluentemente comunicare, può aiutare a rimuovere gli ostacoli creati da un ambiente che spesso diventa una condizione disabilitante più della balbuzie stessa. Sia scritta che orale, la parola ha insito in sé il potenziale di creare nuove credenze nella società e lo sviluppo di una nuova consapevolezza di sé, migliore e meno stigmatizzata.
In Italia è attivo da svariati anni il forum della Comunità Italiana Balbuzienti (CIB), portato avanti con passione dai fondatori, moderatori e dai tantissimi partecipanti. Persone che vivono o hanno vissuto sulla loro pelle il disagio e che hanno voluto e saputo mettersi in gioco, confrontandosi e trasmettendo emozioni, notizie ed esperienze, con una costante opera di solidarietà, partecipazione ed empatia. Visitarlo è un inizio.
* Making rooms for words: people who stutter on the Internet. Brett G. Stoudt e Suzanne C. Ouellette. The Graduate Center of the City University of New York, USA. Pubblicato su : Qualitative Research in Psychology 2004; 1: 175-194

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